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Il presidente Sergio Mattarella inaugura l’anno accademico alla Bicocca

Il presidente Sergio Mattarella inaugura l’anno accademico alla Bicocca

Sostenibilità, inclusività e innovazione. Queste le strategie per il futuro dell’ateneo delineate dalla rettrice Giovanna Iannantuoni durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2021- 2022 lo scorso 30 settembre alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa e del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. “Ci troviamo ad affrontare nuove sfide – afferma la rettrice – in un contesto sociale che dopo i mesi terribili della pandemia sta cercando di rialzare la testa. Per ripartire è necessario un nuovo modo di pensare e di agire basato sulla collaborazione e sinergia fra tutte le componenti della società”. E ancora: “Ho in mente un ateneo che crede nella ricerca avanzata, nella didattica innovativa, che generi cultura per la crescita dell’intera umanità, dove si moltiplichino le occasioni di incontro tra ricercatori, studenti e cittadini per diffondere la passione per la scienza e ci sia spazio per la bellezza e per l’arte”. In questa direzione va anche l’intervento di Cristina Messa, tornata all’ateneo che l’aveva vista rettrice: “Oggi le università, più di ogni altra istituzione, sono invitate a ripensare se stesse in una prospettiva futura capace di interpretare la complessità e i cambiamenti che investono il mercato del lavoro, l’ambiente, la qualità della vita oltre alla stessa ricerca e alla didattica. Fermo restando che è indispensabile per ciascun ateneo cambiare prospettiva e liberarsi di tutte le zavorre che schiacciano e impediscono di esprimersi compiutamente”. La necessità di un cambiamento per costruire un futuro diverso è negli interventi di tutti i relatori, anche in quello del nostro Presidente Mattarella. È la prima volta che un Capo dello Stato arriva a Milano-Bicocca e la presenza di Mattarella oggi è ancor più significativa perché avvenuta in un momento di grande ripartenza, quello in cui, grazie ai risultati della campagna vaccinale, le aule di tutti gli atenei milanesi stanno tornando a riempirsi di studenti. “Stiamo uscendo ora dalla fase acuta della pandemia, afferma il Presidente. “È questo il momento di modernizzare il Paese, cogliere l’occasione non soltanto delle grandi risorse disponibili, ma anche della riflessione globale che si è svolta in tutto il mondo su quanto avvenuto per modernizzare, in sede internazionale ma anche in sede interna, il nostro Paese. E sono le università che per prime devono raccogliere le sfide della modernità”. Riferendosi poi all’intervento di Piero Madau, professore del Dipartimento di Astronomia e Astrofisica dell’Università della California che nella sua lectio magistralis ha ricordato come l’Universo sia in costante mutamento e quali sono le condizioni e le prospettive in cui l’umanità si muove, Mattarella così si è espresso: “La sua sottolineatura sull’Universo che muta, professore, è un richiamo contro coloro che presumono che nulla cambi, che tutto rimanga immobile evitando di comprendere che il mondo, le sue condizioni, la convivenza nel mondo, nei Paesi, muta necessariamente. I mutamenti vanno accettati e condotti per non esserne travolti in maniera inconsapevole”. L’anno accademico all’Università Milano-Bicocca si è dunque inaugurato nel segno della ripartenza e della svolta, obiettivi difficili da realizzare se, come ha sottolineato nel suo intervento Filippo Cucchetto, Presidente del Consiglio degli Studenti, la politica continuerà a sottrarsi alle sue responsabilità “fuggendo le proprie colpe e procrastinando misure strutturali indispensabili perché i giovani, messi oggi a dura prova da logiche inumane, possano affrontare le sfide che il mondo pone”. “Il mondo – afferma ancora il Presidente Mattarella – deve cambiare e le Università sono chiamate a un contributo particolarmente rilevante a tale scopo. Per questo bisogna che l’ampiezza di offerta formativa non abbia limiti e raggiunga tutti perché la possibilità di accedere agli studi universitari consentirà di far esprimere talenti che altrimenti resterebbero inespressi. Con danno grave per il nostro Paese e per l’intera nostra società”.

 

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