GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

Legalità e reti di vicinato Il diritto di vivere nei quartieri in sicurezza

Martedì 28 settembre, al Giardino Gina Galeotti Bianchi di via Hermada, i Civici (Alleanza Civica del Nord) hanno incontrato cittadini, comitati di quartiere (Qui Niguarda) e associazioni del territorio, per conversare di legalità e sicurezza, intesa come rete di cittadini abilitanti la coesione sociale. Si è parlato dei problemi delle vie ritenute meno sicure in zona (via Faiti, via Bosisio…) e ne è emerso che la gente naturalmente vorrebbe muoversi liberamente senza dover realizzare barriere di filo spinato. Durante l’incontro sono stati apprezzati i lusinghieri risultati di questi 5 anni del Controllo di Vicinato; i cittadini hanno incoraggiato il completamento del progetto ora ancora in fase sperimentale, con l’attivazione delle 2 telecamere ancora mancanti, nei punti dove sono più frequenti atti vandalici o effrazioni, come ad esempio in un parcheggio a ridosso del Parco Nord. All’incontro sono intervenuti Giampiero Iacomini, Dorina Perego e Michele Sardone. “Il nostro progetto è volto a costruire un quartiere più sicuro, vissuto e aperto, grazie alle iniziative che abbiamo in programma che hanno come tema centrale la sicurezza”, dice Giampiero Iacomini, già membro del Comitato di Quartiere. “Uno degli obiettivi è l’implementazione tecnologica della gestione della sicurezza urbana tramite l’istituzione di un S.O.C (Security Operation Center)”, spiega sempre Iacomini, “utilizzando la struttura comunale operativa di via Drago, lascito alla città di Milano da parte del Progetto Expo 2015. Attraverso il S.O.C si potranno rilevare e gestire, in tempo reale, le criticità che insistono sul territorio cittadino, in particolare sulle periferie, grazie alla selezione automatica delle immagini, fornite da tutte le telecamere del sistema di videosorveglianza pubblica. Questi ultimi consentirebbero di efficientare la videosorveglianza, intervenendo nel momento in cui si sta compiendo il misfatto e non solo a posteriori. Ci sarebbe così la connessione in tempo reale con tutte le centrali operative (Polizia Locale, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, 118, Protezione Civile, Prefettura. ATM, A2A e AMSA). In programma c’è anche l’incremento della presenza dei Vigili Urbani in strada. Ne saranno previsti almeno sei per ciascun quartiere e saranno i primi punti di riferimento per la prevenzione di microcriminalità e di infrazioni dei regolamenti comunali. È previsto anche un Centro di assistenza alle vittime di reato. I principali bisogni delle vittime del crimine riguardano: (a) l’apertura di un procedimento penale a carico del reo; (b) la protezione della propria persona e dei familiari ad opera delle istituzioni a ciò preposte; (c) la prevenzione rispetto ad ulteriori forme di vittimizzazione. Tali diritti-bisogni possono essere riassunti nell’esigenza di ottenere le informazioni necessarie a sporgere denuncia e a porsi in relazione col sistema di giustizia (ambito del tutto inedito per la vittima che, come è ovvio, “non fa questo di mestiere”); di ricevere le informazioni relative alle modalità da intraprendere al fine di ottenere il risarcimento del danno; di essere trattati dalle forze dell’ordine e dagli operatori del sistema di giustizia in modo comprensivo e rassicurante, così da evitare ulteriori processi di vittimizzazione; di essere tutelati nella privacy; ed infine di essere protetti, all’occorrenza estendendo tale tutela ai propri familiari, dalle possibili minacce e ritorsioni. Il Comitato di Quartiere in questo avrebbe un ruolo fondamentale per il Controllo di Vicinato basato sulla collaborazione fra cittadini e fra cittadini e Forze dell’Ordine attraverso l’osservazione del territorio. Il progetto è già presente in tantissime realtà locali ed è regolamentato dall’Associazione Nazionale Controllo Di Vicinato.

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