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Ripresa delle attività commerciali Finalmente alcune note positive anche dal Municipio 9

Il calo degli ordini e degli acquisti dipesi dalla pandemia, le chiusure forzate e la recessione generale, hanno purtroppo inginocchiato migliaia di commercianti. Alcuni di loro non sono più riusciti a riprendere la propria attività. Ultimamente per fortuna la ripresa si sta rivelando maggiore rispetto alle previsioni, anche grazie all’utilizzo di consegne a domicilio, che avvengono a volte nel giro di poche ore. Non è una cosa da poco: Amazon, in condizioni ottimali, consegna in 24 ore, ma ci sono numerosi prodotti, come per esempio le brioches fresche per la colazione, che non possono certamente attendere il giorno successivo e vanno recapitate in un tempo minimale. Ma in prima linea ci sono ad esempio le cartucce e i ricambi per la stampante, il toner e le piccole emergenze ufficio che spesso rischiano di fermare completamente un’attività per la mancanza di una semplice risorsa, un documento o un piccolo oggetto. E poi ancora il settore delle chiavi e serrature che per varie ragioni richiede una tempistica di fornitura quasi immediata e, per le stesse ragioni, materiale elettrico, edile, ricambi e prodotti per l’idraulica e tutto quello che può essere strettamente necessario per le riparazioni urgenti. Negli ultimi mesi, da un anno e mezzo a questa parte, i commercianti si sono ingegnati ed hanno studiato un servizio sempre più elasticamente vicino al cliente, per permettergli di respirare in un momento così difficile, proponendo un servizio di consegna a domicilio alternativo a quello di Amazon, che garantisca anche a piccoli negozianti e piccoli imprenditori di non essere schiacciati dal monopolio. Anche nel mondo dei social, migliaia di persone già si prodigano per consigliare acquisti nei negozi anziché riferirsi ad Amazon, per garantire una economia decentrata dall’unico colosso. Numerosi forum e gruppi di consumo, come per esempio “io compro nel mio quartiere”, stanno riconvertendo le aree dei micromercati in una direzione nostrana, a tutela non solo del Made in Italy ma anche e soprattutto della professionalità e dell’imprenditoria italiana. Alla domanda “quale scenario immagina fino al 31 dicembre”, più della metà dei commercianti prevede una sostanziale stabilità rispetto alla situazione attuale e pensa positivo dopo la ripartenza. La maggior parte spera che nei prossimi mesi siano confermati i dati confortanti registrati dopo la ripresa e l’auspicio è che quanto prima si possa tornare ai livelli di consumi pre-covid. Un dato che emerge chiaro è l’insofferenza generata dai contributi, ristori e indennizzi ricevuti, ritenuti non adeguati e ampiamente insufficienti. Resta comunque molta incertezza sui tempi necessari per ritornare ai consumi pre-covid, nonostante una larga maggioranza pensi che tale situazione possa essere ripristinata entro il 2022. D’altronde recuperare quanto si è perso nel 2020 non sarà semplice e immediato e il calo dei consumi è stato di tali proporzioni da far ricordare il periodo del Dopoguerra. È quindi di buon auspicio per la prima volta vedere una vera e stabile ripartenza. Tutto è ovviamente legato al buon esito delle misure sanitarie e alla campagna vaccinale, ma non c’è dubbio che i risultati fin qui raggiunti stiano ridando fiducia al commercio.

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