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Un secolo fa: la scissione del calcio italiano e la retrocessione dell’Inter…

Un secolo fa: la scissione del calcio italiano e la retrocessione dell’Inter…

Oggi come ieri. Il progetto della Superlega, competizione privata a numero chiuso alternativa alla Champions League, che prevede la partecipazione delle 20 migliori e più ricche squadre europee tra cui Juventus, Milan e Inter è solo l’ultimo dei tentativi di scissione avvenuti nella storia del calcio. Nel 1992 ventidue squadre inglesi fondarono la Premier League con la volontà di contrattare autonomamente i diritti televisivi e di sponsorizzazione, e non più attraverso Football Association e Football League. Per motivi economici, ma non solo, proprio un secolo fa, il campionato italiano si spaccò in due. Era la stagione 1921- 22 quando le più grandi società italiane decisero di lasciare la Federazione Italiana Gioco Calcio. Ecco come lo racconta il Corriere della Sera del 1° ottobre 1921. “Falliti ormai tutti i tentativi per l’accordo, tanto la Cci come la Figc sono alla vigilia dei rispettivi campionati. Le cause del dissidio sono note: alcune società impensierite dalla interminabile lunghezza dello scorso campionato, comprendente ben 64 squadre ed ultimato alla fine di luglio, proposero ad una cerchia ristretta di consorelle, di appoggiare risolutamente e con qualunque mezzo il “progetto Pozzo” nell’assemblea annuale della Figc. Tale progetto si basava sul concetto che 24 squadre avrebbero dovuto disputare il campionato 1921-22. Si raccolsero cosi le adesioni di un tal numero di società con impegni morali e soprattutto finanziari e si addivenne ad un accordo chiamato “Patto di Milano”. Tale imposizione fu forse un errore di tattica anche perché fra le 24 prescelte non tutte avevano l’assoluto diritto di ammissione per titoli sportivi. Contro di esso sorse il movimento contrario di altre società che non volevano esser messe alla porta da una autorità che non esisteva e non potevano riconoscere, e all’assemblea, forti del loro numero, fecero fallire il “progetto Pozzo”. E forse con minore assolutismo nella votazione le società minori avrebbero potuto evitare la rottura. Dopo la disgraziata assemblea le società maggiori fondarono la Confederazione calcistica italiana in contrasto con la Figc. Tutti i tentativi per ricondurre la pace naufragarono per quanto la Federazione avesse ultimamente proposto una forma di campionato che in sostanza poteva accontentare tutti, perché era il “progetto Pozzo” con 32 squadre per il Campionato 1921-22 e con 24 per la stagione 1922-23. Siamo così in pieno scisma e domani inizieranno i due campionati. Bisogna riconoscere che quello della Cci si presenta più interessante; però ai confederati saranno precluse le dispute internazionali e la squadra nazionale italiana sarà naturalmente composta tutta di elementi appartenenti alle società rimaste fedeli alla Figc. Ad ogni modo anche queste ultime posseggono giovani energie ed il prossimo match internazionale contro la Svizzera ci dirà se potremo anche quest’anno aspirare ai brillanti successi della scorsa stagione.” Si disputarono così due campionati: quello della Figc riservato alle piccole società del nord vinto dalla Novese che sconfisse in finale la Sampierdarenese e quello della Confederazione al quale parteciparono le società più importanti e che fu diviso tra il torneo della Lega Nord vinto dalla Pro Vercelli e quello della Lega Sud conquistato dalla Fortitudo Roma. Lo scontro finale tra le due squadre vide poi trionfare i piemontesi che diventarono Campioni d’Italia per la settima volta. E Milan e Inter? Stagione calcistica da dimenticare. In particolare per i nerazzurri sarà l’anno più nero della loro storia calcistica. Mentre il Milan riesce a cavarsela arrivando nona su dodici partecipanti del girone A della Lega Nord l’Inter, abbandonata dai giocatori più forti che per poter continuare a vestire la maglia azzurra decidono di partecipare al campionato della Figc, arriverà ultima nel girone B. Sarebbe retrocessione ma una nuova norma la salva. L’inattesa salvezza viene infatti dalla riunificazione, avvenuta due mesi dopo la fine del torneo, dei campionati Figc e Cci e da quello che passa alla storia come “compromesso Colombo”, dal nome dell’ideatore, Emilio Colombo direttore della Gazzetta dello Sport. In sostanza si stabilisce che a partecipare al Campionato 1992-23 saranno 36 squadre, di cui 18 provenienti dalla disciolta Confederazione, 12 dalla prima categoria della Federazione e 6 dagli spareggi fra squadre provenienti dai due tornei. L’Inter quindi accede agli spareggi e si salva battendo la Libertas Firenze.

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