GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

Giornalismo d’immagine

Giornalismo d’immagine

Per capire quanto grande sia la perdita di Gero Urso per noi di “Zona Nove” (per non parlare del vasto mondo dell’arte) basti ricordare il suo modo di collaborare con la redazione. Noi giornalisti scriviamo per rendere pubbliche delle notizie oggettive. Lui invece trasferiva fatti e personaggi di cronaca in un mondo di figure e di colori in modo da dare alle notizie un signficato soggettivo e un implicito giudizio di merito. Gero e Zorro erano come i due carabinieri: uno raccontava un fatto e l’altro lo illustrava, ricamandoci su con una mimica grafica fantasiosa. Per far capire come ciò fosse possibile basta raccontare come lavoravamo. Per ideare e realizzare una vignetta in redazione ci sono sempre tempi ristretti. In pratica, la sera dell’ultimo venerdi del mese Zorro, che ha già scelto argomento e battuta, telefona a Gero e gli propone di trasformare il tutto in immagini entro domenica mattina. Gero non si lamenta del poco tempo e non discute se l’argomento e la battuta vadano bene: a lui, da bravo creativo, interessa come trasformare ll testo in immagini significative. E allora fa domande e considerazioni che possono sembrare inutili o balzane: (“Qui faccio il cielo tutto rosso”… “Posso mettere una donna con l’ombrello?”… “In quell’angolo ci sta bene un istrice o un gatto?”… “Dietro gli alberi del parco, svettano le ciminiere”…). Ma Zorro, dopo le prime volte in cui è rimasto sconcertato da questo modo di fare, ora era tranquillo: sapeva che la canzonetta della notizia sarebbe stata suonata dall’orchestra della Scala. Garantito da Gero.

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