La Città di Milano ha ricevuto un premio internazionale per le proprie iniziative contro lo spreco alimentare

Come mai Milano è la città italiana più ammirata e copiata? Semplicemente perché guarda al futuro, con le radici ben piantate nel passato e nel presente, sempre pronta ad accogliere e fare del volontariato e dell’aiuto a tutta la popolazione un dogma intaccabile. Non ci credete? Eccovi l’ennesimo esempio… Nella notte di domenica 17 ottobre il Principe William d’Inghilterra ha annunciato che la Città di Milano, con il progetto della Food policy degli hub di quartiere contro lo spreco alimentare, è vincitrice della prima edizione del prestigioso premio internazionale Earthshot prize sulle migliori soluzioni per proteggere l’ambiente. Nel mese di settembre era arrivato l’annuncio che la nostra metropoli era stata inserita tra i 15 finalisti nella sezione “un mondo senza sprechi” e domenica 17 ottobre il Principe William ha svelato i vincitori, dopo la valutazione di un comitato di esperti internazionale che ha scelto Milano tra 750 iniziative candidate da tutto il mondo. Si noti bene: primi fra 750 partecipanti! Un risultato straordinario non tanto per il numero in sé di partecipanti quanto per la varietà e il livello di soluzioni proposte. Va detto che Milano è stata in buona compagnia con altri progetti innovativi: nelle altre quattro categorie del premio sono risultati vincitori la Repubblica della Costa Rica per la protezione delle foreste, l’India per la riduzione delle emissioni dei fumi in aria, Berlino per lo sviluppo di tecnologie ad idrogeno per la produzione energetica e le Bahamas per la difesa delle barriere coralline. Il premio, del valore di un milione di sterline, verrà utilizzato per potenziare sempre più questi hub, aprirne di nuovi, garantendone la sostenibilità sul lungo periodo e replicare questa virtuosa buona pratica nella rete delle città che lavorano con Milano sulle food policy, partendo dalla rete delle città di C40 e del Milan Urban Food policy pact. Sia chiaro: vincere questo premio è il riconoscimento di un grande lavoro di squadra che ha coiavolto l’intera città, dal Comune alle tante realtà del Terzo settore, dalle università alla Grande distribuzione, permettendo a Milano di avere ben 3 hub di quartiere all’Isola (2019), a Lambrate (2020) e al Gallaratese (2021). Il progetto nasce da un’alleanza, nel 2017, tra Comune di Milano, Politecnico di Milano, Assolombarda, Fondazione Cariplo e il Programma QuBì. La realizzazione del primo hub (all’Isola) ha poi coinvolto Banco alimentare della Lombardia e ha permesso di salvare oltre 10 tonnellate di cibo al mese, assicurando in un anno un flusso di 260.000 pasti equivalenti, che hanno raggiunto 3.800 persone, grazie al contributo di 20 supermercati, 4 mense aziendali e 24 enti del Terzo settore: pubblico e privato che uniscono le loro forze per aiutare i più deboli e indifesi. Il successo dell’iniziativa ha permesso di avviare l’hub di Lambrate, subito dopo il primo lockdown nella primavera 2020, gestito sempre da Banco alimentare della Lombardia in uno spazio messo a disposizione da AVIS Milano e con il contributo di BCC Milano. Infine il terzo hub, al Gallaratese, è gestito da Terre des hommes con il contributo di Fondazione Milan. Ma siccome l’appetito vien mangiando, non ci si può fermare a tre punti di distribuzione: il prossimo, in fase di progettazione, sarà l’hub di quartiere contro lo spreco alimentare del Corvetto, con la gestione del Banco alimentare della Lombardia e il contributo della Fondazione SNAM e si sta ragionando per aprirne un quinto con l’Associazione IBVA., grazie al contributo di BCC Milano. Un grazie di cuore va inviato ai privati che hanno creduto, credono e continueranno a credere al progetto: le aziende della grande distribuzione, Lidl Italia, Esselunga, Carrefour, NaturaSi, Erbert, Coop Lombardia, Il Gigante, Bennet, Penny Market; Number1 logistics group, che ha fornito i furgoni per gli hub di Isola e Lambrate. Con Fondazione Cariplo e SogeMi il Comune di Milano ha inoltre lanciato l’iniziativa Foody zero sprechi per replicare il modello degli hub anche all’Ortomercato e recuperare il cibo fresco insieme a Banco alimentare della Lombardia, Recup, Croce rossa sud milanese e Università degli studi di Milano. Milano, i milanesi e i privati che operano sul nostro territorio hanno un cuore grande, riconosciuto meritatamente a livello internazionale.