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Università Bicocca: una mostra spettacolare spiega come il mare è inquinato e come deve essere ripulito

Università Bicocca: una mostra spettacolare spiega come il mare è inquinato e come deve essere ripulito

“Con la nostra iniziativa vogliamo mostrare come sarebbero belli e affascinanti gli oceani del nostro pianeta se ritornassero alla normalità, cioè se riuscissimo a cancellare gli inquinamenti e le distorsioni climatiche che li stanno distruggendo. Solo così si può far capire a tutti cosa occorre fare, e urgentemente, per eliminare le cose che non vanno”. Lo ha sostenuto Paolo Galli, docente di Ecologia all’Università Bicocca, che ha ideato e oggi coordina per conto del nostro ateneo la mostra “IllusiOcean” dedicata alla tutela dell’ecosistema marino. Si tratta di 400 metri quadrati di esposizione allestiti nella Galleria della scienza della Bicocca dove, dal primo ottobre al 31 gennaio, si potrà osservare la biodiversità del mare delle Maldive avendo l’impressione di essere in un sottomarino in navigazione. Si scopriranno le creature fantasmagoriche che abitano i fondali in una scenografia affascinante. E, mentre i bambini impareranno a riconoscere i pesci perdendosi in un labirinto di immagini e movimenti, i ricercatori racconteranno ai grandi come e perché occorre studiare il mare. “La salute del mare è una delle priorità fissate dall’Agenda 2030 dell’Onu che Bicocca sposa in pieno per essere protagonista del cambiamento – spiega la rettrice Giovanna Iannantuoni -. Dal restauro delle scogliere coralline alla ricerca sull’inquinamento marino causato dalla plastica, da tempo i nostri ricercatori studiano soluzioni di sviluppo sostenibile che tutelino i nostri oceani e le loro risorse. Questa iniziativa, grazie all’utilizzo dell’affascinante linguaggio delle illusioni, ci permette di portare il tema della sostenibilità in ambito marino al centro dell’attenzione del grande pubblico”. Tre le aree tematiche ciascuna in grado di raccontare un aspetto del mare: dalla biodiversità degli ecosistemi marini tropicali al problema dell’inquinamento da plastica. Poi, trenta gigantografie scattate da esperti di fotografia subacquea, che raccontano le illusioni create dalla natura. Dal mimetismo di alcuni pesci al fenomeno che crea l’effetto delle cascate marine a Mauritius. Inoltre c’è anche uno spazio dedicato ai lavori dei licei scientifici Vittorio Veneto e Cremona, che insieme all’istituto tecnico agrario Sereni di Roma, hanno ideato audio guide per i visitatori, sistemi per rendere la mostra fruibile ai non vedenti, e poi modellini dei fondali marini, lavori sull’inquinamento acustico del mare. Grazie alla collaborazione del Museo del Cinema di Torino c’è un montaggio di film dedicati al mare. Infine, ci sono seminari su cosa significa lavorare nel mondo marino. Esperti in scienze dei materiali spiegano quelli adatti per costruire gli scafi delle navi, geologi spiegano come analizzare le immagini satellitari per spiare cosa succede nel mare.

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