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Ambiente, giustizia sociale e salute sono le priorità se vogliamo costruire un futuro migliore ed aiutare chi è in difficoltà

Ambiente, giustizia sociale e salute sono le priorità se vogliamo costruire un futuro migliore ed aiutare chi è in difficoltà

Siamo alla fine di un anno difficile in cui il coronavirus ha ancora condizionato le nostre vite, la nostra economia e le nostre abitudini. I vaccini ci hanno permesso di contenere i contagi e i lutti e di far ripartire l’economia, riprendere ad incontrarsi ed a frequentare locali, a garantire la scuola in presenza agli studenti. Il virus non è però ancora stato sconfitto. Anche durante queste feste dovremo mantenere comportamenti prudenti, tenere le distanze, usare le mascherine, ma saremo più sicuri, soprattutto se tutti completeranno il ciclo vaccinale con le terze dosi. Insomma possiamo guardare con più fiducia al prossimo anno. Sarà un anno decisivo in cui la politica dovrà dare risposte concrete su almeno tre questioni prioritarie. La prima questione è la transizione ecologica. È urgentissimo fermare il riscaldamento globale e i mutamenti climatici. La questione che stanno ponendo scienziati e ragazzi di “friday for future” è drammatica: per salvare il nostro ecosistema, serve ridurre le emissioni, preservare la natura, intervenire sugli sprechi di risorse. Il Pnrr destina quasi 80 miliardi a questi obbiettivi e il superbonus del 110% rappresenta una straordinaria occasione per rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico, ridurre i consumi e le emissioni, utilizzare fonti rinnovabili alternative a quelle fossili. Gli strumenti per fare tutto ciò sono in campo, si tratta, proprio a partire dal prossimo anno, di utilizzarli al meglio e spendere bene quei soldi. Milano ha scelto di investire sul trasporto pubblico, ampliare le reti delle metro, rinnovare il parco mezzi acquistando solo autobus e mezzi ad alimentazione elettrica, impegnandosi, con il progetto Forestami, a piantare 3 milioni di nuovi alberi nella città metropolitana e investendo sull’economia circolare: dalla raccolta differenziata, al riciclo fino al riuso dei rifiuti. Sono progetti importanti che aiutano uno sforzo collettivo, che deve essere di tutti e di ognuno, ad assumere comportamenti coerenti con l’obbiettivo di salvare l’ambiente migliorando, nello stesso tempo, la qualità della vita. L’altra questione su cui si deve intervenire quella delle diseguaglianze. La pandemia ha ulteriormente fatto crescere la distanza tra chi più ha e chi ha meno. Il reddito di cittadinanza, con tutte le sue contraddizioni e i suoi limiti, e il reddito di emergenza, varato a inizio pandemia per aiutare i più poveri, hanno impedito che la situazione si aggravasse, ma il tema è urgente se si vuole davvero aiutare chi è in difficoltà, non lasciare solo nessuno e far si che la politica assolva la sua funzione prioritaria, quella di redistribuire le risorse favorendo chi ha più bisogno. La legge finanziaria che stiamo approvando mette in campo iniziative importanti accanto a quelle già in essere. La scelta di ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti, aumentando di fatto il reddito di famiglie che, oggettivamente, sono in difficoltà e da anni vedono il loro potere d’acquisto ridursi, insieme alla scelta di investire tre miliardi di euro per evitare gli aumenti delle bollette che colpirebbero soprattutto i più deboli, vanno nella giusta direzione. Allo stesso modo ogni incentivo per l’assunzione di giovani e donne si propone di sostenere chi è più penalizzato nel mercato del lavoro, spesso costretto a lavori precari con salari bassissimi. Infine c’è il grande tema della sanità. La pandemia ha mostrato le debolezze di un sistema, come quello lombardo, che si è organizzato mettendo al centro solo le strutture ospedaliere, pubbliche o private che siano, smantellando i presidi territoriali, allontanandosi dai cittadini. Il consistente investimento previsto dal PNRR per le “case della salute” e la telemedicina serve a riportare i servizi sanitari più vicini alle persone, renderli piu accessibili ed efficienti, recuperando anche il fondamentale ruolo di prevenzione. L’ultima riforma approvata dalla Regione Lombardia non sembra andare in questa direzione (pag 4, ndr). Ma non imparare dagli errori fatti in passato, dopo che i limiti del sistema sono stati resi evidenti dal Covid19, è sbagliato e pericoloso.

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