Progetto Erasmus Ce ne parla Chiara Prisciandara, studentessa del quinto anno al Liceo Classico Omero

La nostra scuola offre moltissimi progetti, di cui forse non tutti sono a conoscenza. Manca infatti l’informazione. Perciò siamo qui con le professoresse Rinarelli e Nativio, le referenti, a presentarne uno dei più interessanti: il progetto Erasmus.

• In che cosa consiste questo progetto?

Prof.ssa Rinarelli: Noi per i prossimi sette anni abbiamo la possibilità di usufruire di finanziamenti dell’Unione Europea per progetti internazionali di mobilità di studenti e docenti: ciò vuol dire che si può andare all’estero con viaggi sovvenzionati dall’Unione Europea. Questi viaggi possono durare da una settimana a svariati mesi. Tutto questo è proprio per favorire la dimensione internazionale della nostra scuola e per rinnovare la didattica, per incontrare studenti, persone di paesi dell’Unione Europea e per condividere i rispettivi modi di fare scuola.

• Ci sono progetti che partono già dal 2021 e a cui si può aderire nei prossimi mesi?

Prof.ssa Nativio: Ormai si parla del 2022. Nel corso di questo anno scolastico abbiamo l’opportunità di mandare un gruppo di studenti in una scuola all’Estero. Ci sono però delle limitazioni: dobbiamo tenere conto delle restrizioni dovute al Covid-19. Noi possiamo fin da ora organizzare viaggi fino a novembre 2022; abbiamo già ricevuto finanziamenti dalla nostra scuola insieme ad altre due del territorio, che sono l’Erasmo da Rotterdam e il De Nicola, per cui un gruppo di studenti, per esempio, si recherà, e lo sappiamo già, in Spagna e un altro piccolo gruppo in un paese di lingua anglofona che, a causa della Brexit, sarà o l’Irlanda o Malta. Già a fine mese faremo circolare un modello di candidatura per chi volesse partecipare a queste attività.

• Perché uno studente dovrebbe scegliere questo progetto?

Prof Nativio: L’obiettivo non è solo potenziare le hard-skills, cioè, per esempio, imparare più inglese, ma c’è anche la possibilità di sviluppare le soft-skills, ovvero quelle competenze trasversali che consentono di affrontare non una prova specifica ma di crescere come persona e di relazionarsi con gli altri, prendere iniziative. È uno scambio internazionale che non è esattamente uguale a una gita scolastica: significherebbe inserirsi all’interno di una scuola all’estero e quindi vedere esattamente qual è il suo funzionamento che, necessariamente, è diverso dal nostro. Ci aiuta a capire come è possibile avere un’organizzazione diversa rispetto anche a come altri paesi sono strutturati. Abbiamo un’idea di ruolo dello studente e del docente all’interno della scuola di fruizione degli spazi che dipende dal nostro tipo di organizzazione: andando all’estero si amplia la visuale verso qualcosa di completamente diverso.

• Qual è il peso di questa esperienza nella vita scolastica di uno studente?

Prof.ssa Nativio: È un peso importante come per esempio essere stati sei mesi all’estero durante l’università. È qualificante per lo studente nel momento in cui si presenta nel mondo del lavoro, perché vuol dire che per sei mesi ha frequentato un ambiente che non era il proprio e ha imparato a relazionarsi con persone con le quali collaborare, mettendo in gioco se stesso, le risorse della propria personalità e adattandosi a un ambiente nuovo dovendo comunicare in una lingua che non è la propria lingua madre. Questo è un punto importante sul curriculum di un universitario o di chi comincia ad affacciarsi al mondo del lavoro. A maggior ragione lo è per chi fa queste esperienze già dal liceo. Conosco studenti che hanno usufruito di possibilità simili con il progetto più famoso in quest’ambito, che è l’Intercultura, che dà la possibilità di frequentare la scuola all’Estero per un periodo che può andare da pochi mesi fino a un anno intero, in fondo come la possibilità che si sta aprendo per noi. Hanno discusso di questa esperienza all’esame di maturità per esempio come altri hanno fatto presentando un PCTO (Progetto Alternanza Scuola-Lavoro), anche se questo progetto è qualcosa in più, perché ci si immerge per mesi in una realtà quotidiana e lavorativa profondamente diversa. Quindi sì, è un’esperienza che ha un valore molto più grande della semplice spendibilità scolastica: noi lo riconosciamo nei crediti formativi, ma è a lungo termine che questo tipo di esperienze fa la differenza. È importante poter elencare nel proprio curriculum queste esperienze poiché sono richieste nel mondo lavorativo o quando si partecipa a dei bandi durante la frequenza universitaria, perché chi ha aderito a questi progetti ha arricchito il proprio bagaglio culturale. Questo progetto è rivolto a tutte le fasce di studenti? Prof.ssa Rinarelli: Noi siamo interessati a rivolgere la proposta innanzitutto a studenti del triennio, poichè quelli del biennio non avrebbero ancora la sicurezza di parlare in modo fluente la lingua inglese. Abbiamo identificato come possibili destinatari soprattutto i ragazzi di quarta per le loro caratteristiche, per il programma che stanno svolgendo e anche per autonomia personale, come grado di responsabilità di sfruttare al massimo questa esperienza.

• Che cosa significa questa opportunità per la scuola?

Prof.ssa Rinarelli: Per noi la partecipazione a questo progetto vuol dire anche relazionarsi tra scuole del territorio, appunto con gli altri due istituti con cui abbiamo ottenuto i fondi e che hanno già un’esperienza in campo internazionale. Questo dà sicuramente sicurezza e solidità alla nostra proposta. Ci sentiamo sicuri, perché stiamo creando una rete di contatti con queste scuole, che hanno già esperienza in progetti internazionali. Possiamo iniziare a costruire qualcosa di nuovo per tutti. Gli studenti e i colleghi che si recheranno all’Estero contribuiranno a condividere le nuove esperienze nella scuola. L’Unione Europea stessa chiede che vengano disseminate più largamente possibile. Per questo durante tutta la settimana di novembre dal 15 al 20 noi tre scuole parteciperemo ad incontri pomeridiani con un esperto di quella scuola spagnola che ospiterà i primi studenti. Di progetti di questo tipo di livello, l’Erasmus ne ha già messi in campo tanti, perciò può aiutarci a sviluppare meglio questa dimensione internazionale richiestissima in molti ambiti. Questo progetto è dunque una porta aperta verso questo nuovo mondo sempre più in espansione.