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Al via le Case della Salute “europee” per rafforzare la medicina territoriale

Al via le Case della Salute “europee” per rafforzare la medicina territoriale

Grazie al PNRR verrà potenziata la medicina territoriale, che ha dimostrato in questa pandemia tutta la sua importanza per fare sì che le persone non si riversino subito negli ospedali. In realtà per quanto riguarda la Lombardia non si dovrebbe scrivere potenziata ma rifondata visto che le riforme Formigoni e soprattutto Maroni l’hanno smantellata, puntando tutto sulle strutture ospedaliere, aggravando quella catastrofe sanitaria negli anni 2020 e 2021. Ma vediamo cosa sono queste nuove strutture territoriali, a cosa servono e dove saranno ubicate. La Giunta regionale della Lombardia, su proposta del Vicepresidente ed Assessore al Welfare, Letizia Moratti, ha approvato, mercoledì 15 dicembre 2021, la delibera che localizza i terreni e gli immobili da destinare alla realizzazione di Case di Comunità (218), Ospedali di Comunità (71) e Centrali operative territoriali (101) che serviranno a garantire servizi sanitari ai cittadini e saranno intermedie tra i medici di base e gli ospedali. Come segnalato in precedenza saranno strutture previste dalla riforma sanitaria regionale recentemente approvata che di fatto ha dovuto recepire le direttive nazionali per poter accedere ai cospicui fondi previsti dal PNRR (Piano nazionale di resilienza e ripresa che utilizzerà fondi europei). Le strutture sono distribuite in modo omogenee su tutto il territorio lombardo, con una Casa di Comunità ogni 50.000 abitanti e un Ospedale di Comunità ogni 150.000 abitanti, con particolare attenzione alle zone difficilmente raggiungibili, per le quali sono stati previsti standard di popolazione ancora più bassi. La nuova organizzazione della rete, così come previsto dalla recente Riforma socio-sanitaria lombarda, alla quale il provvedimento odierno dà attuazione, ha la funzione di avvicinare il cittadino alle cure primarie ed ai servizi socioassistenziali, consentendogli, in base alle necessità, il collegamento diretto con la rete ospedaliera. Secondo la riforma sanitaria approvata all’inizio di dicembre, entro il 2024 saranno realizzate tutte le case di comunità e gli ospedali di comunità; il 40% verrà realizzato entro il 2022, con relativi costi del personale utilizzando anche risorse provenienti dal PNRR per 576 milioni di euro. Nelle case della comunità opereranno team multidisciplinari: saranno il punto di riferimento per i malati cronici e costituiranno il punto unico di accesso alle prestazioni sanitarie. Inoltre la Casa di Comunità si propone come luogo di relazione e attenzione a tutte le necessità di vita della persona e della comunità. Gli ospedali di comunità si occuperanno invece di ricoveri brevi e di interventi a ‘medio/bassa intensità’, con gestione prevalentemente infermieristica. La gestione delle case della comunità potrà essere affidata ai medici di base, anche in cooperativa. Per quanto riguarda la Città Metropolitana di Milano sono previste 71 Case di Comunità (CdC), 23 Ospedali di Comunità (OdC) e 36 Centrali operative territoriali (Cot). Per quanto riguarda i nostri quartieri del Municipio 9 sono state individuate 4 Case di Comunità: Viale Jenner 44, Viale Zara 81, Via Moncalieri 15 e via Ippocrate 45. Proprio sulla futura struttura di via Moncalieri 15 abbiamo parlato con Stefano Indovino, attuale Presidente del Consiglio di Municipio 9, che nel precedente mandato amministrativo aveva per primo suggerito l’idea di riconvertire l’ex Mercato Comunale in Casa della Salute. “In una visione di città in cui ogni quartiere possa essere valorizzato con servizi di prossimità, pubblici e privati, che possano essere messi a disposizione del cittadino, il tema della sanità territoriale è dirimente, specie dopo questi anni in cui abbiamo sperimentato quanto una visione “ospedalocentrica” generi storture e difficoltà di accesso ad un’assistenza medica tempestiva. Da questo punto di vista i fondi in arrivo grazie al PNRR sono un’occasione unica per invertire la rotta individuando le case della salute come spazi da implementare per incrementare i servizi sanitari. Come poteva una istituzione come il Municipio provare a dare il proprio contributo in questa direzione? Individuando spazi dismessi che potessero essere utilizzati a questo scopo tornando a essere centri nella vita dei quartieri. Per il Municipio 9 questo ha voluto significare che ben due delle quattro case della salute previste nel nostro Municipio fossero collocate in strutture di questo genere: l’ex ospedale Bassi di via Livigno e il Mercato Comunale Coperto di via Valmaira, che si vanno ad aggiungere all’ampliamento di Villa Marelli e alla riqualificazione dell’edificio di via Ippocrate, già sedi dell’ASST Grande Ospedale Metropolitana NIguarda. Sono molto felice che il mercato comunale coperto sia diventata ufficialmente una delle quattro case della salute perché è un’idea su cui ho, abbiamo lavorato fin dall’inizio del 2021, diventata una mozione approvata all’unanimità alla fine della scorsa Consigliatura e poi centro del lavoro delle prime settimane della nuova Consigliatura. Un risultato concreto che evita che uno spazio così importante a Pratocentenaro diventi uno stabile abbandonato.”

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