Dedicata all’operaio Santo Bencich la seconda pietra di inciampo niguardese

L’increadibile epopea della famiglia Bencich e di Santo, operaio alla Breda, alla cui memoria mercoledì 26 gennaio alle ore 12:45 in via Grivola 18, sarà posata la seconda pietra di inciampo niguardese.

Fu una storia incredibile, degna delle grandi famiglie del Novecento, quella dei Bencich. Antimilitarismo, renitenza alla leva nella Prima guerra mondiale per il rifiuto dell’inutile mattanza, la diaspora dal proprio paese per sparpagliarsi nei continenti, sempre fedeli ai propri principi di libertà e giustizia sociale. Una moglie conosciuta al congresso di fondazione del Partito Comunista Italiano (1921) e poi la Seconda guerra mondiale e dal marzo 43 gli scioperi operai delle fabbriche quello che gli storici chiamano “il vento del Nord” per ottenere pace, pane, libertà, e l’arresto di migliaia di lavoratori, tra cui Santo uno degli organizzatori della Breda, e infine la sua deportazione e morte a Mauthausen (Gusen). E nel dopoguerra la memoria di quelle lotte difesa dalla moglie, dalla figlia e oggi dalle nipoti. Vicende che superano l’immaginazione, e nello stesso tempo uno strumento per poter comprendere il perché la storia del movimento operaio e socialista è durata quasi due secoli e ha ottenuto così tanti miglioramenti dai tempi in cui era legale impiegare in miniera i bambini di 10 anni: perché erano della “pasta” di cui era fatto anche Santo Bencich. L’appuntamento è per la posa della pietra di inciampo in suo onore, il 26 gennaio in via Grivola 18 alle 12:45. Nel frattempo, vi invitiamo ad ascoltare la saga dei Bencich dalla voce di Nadia Cremascoli Bencich la nipote di Santo. Bisogna prenotarsi per poter partecipare in streaming usando lo strumento ZOOM al racconto che ci farà giovedì 13 gennaio alle 21, scrivendo alla mail anpiniguarda@ gmail.com da cui si riceverà il link per potersi connettere, fino a un massimo di 150 persone.

Angelo Longhi è presidente dell’Anpi “Martiri niguardesi”