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Il Governo Italiano ha offerto interventi di miglioramento energetico e di consolidamento antisismico sugli edifici della Cooperativa Abitare

Il Governo Italiano ha offerto interventi di miglioramento energetico e di consolidamento antisismico sugli edifici della Cooperativa Abitare

Obiettivo: miglioramento degli immobili di almeno due classi energetiche e riduzione delle spese di gestione dei residenti

Silvio Ostoni (Presidente Abitare Società Cooperativa)

L’agevolazione fiscale dell’Ecobonus è stata introdotta con il Decreto-Legge n. 34 del maggio 2020, il Consiglio di Amministrazione di ABITARE, con una delibera coraggiosa, ha deciso di sfruttare a pieno tale incentivo su tutti i Quartieri in cui potesse essere applicabile. Che cosa ha significato per la nostra Cooperativa? Un lavoro immenso, una lotta contro il tempo, l’avvio di un’analisi approfondita dell’essere e del divenire; una caparbietà di intenti alimentata ogni giorno dalla volontà di essere parte attiva del grande progetto. Ecco dunque una panoramica, necessariamente sintetica, sul percorso ininterrotto dei lavori. Gli interventi fondamentali sono quelli finalizzati all’isolamento termico attraverso l’applicazione del cappotto termico sulle facciate, l’utilizzo di impianti geotermici, il potenziamento del fotovoltaico che andranno a sostituire il consumo di gas metano. Effettuando le opere previste dall’Ecobonus, abbiamo potuto includere altri lavori di riqualificazione energetica, detti “trainati”, come la sostituzione di vecchi serramenti con infissi più performanti in pvc a triplo vetro, decisamente migliori dal punto di vista acustico e di isolamento termico. È stata l’occasione per alcuni miglioramenti, senza far pesare le spese sui soci, come l’installazione di impianti di acqua calda sanitaria dove oggi non sono presenti, la costruzione di nuovi ascensori nei quartieri sprovvisti e il rifacimento di quelli esistenti per consentirne l’utilizzo ai disabili, oltre alla coibentazione dei tetti. Con questa opportunità è stato possibile programmare la costruzione di nuovi alloggi nelle mansarde di molti nostri stabili, evitando il consumo di suolo. Non è certo stata una strada in discesa, tutt’altro, abbiamo dovuto fare i conti con alcuni aspetti burocratici che hanno richiesto tempi significativi per essere gestiti, come l’occupazione del suolo pubblico per i ponteggi e la ricerca negli archivi di tutti i documenti, a volte molto datati, atti a dimostrare la regolarità urbanistica delle nostre costruzioni. Nell’esecuzione delle opere sono sicuramente emerse criticità di tipo tecnico e organizzativo, dovute alla necessità di avviare i lavori in un orizzonte temporale estremamente critico e in assenza di esperienza per progetti di questo tipo, unici per dimensioni e per la platea a cui sono rivolti, che la Cooperativa dedica massima attenzione. Abbiamo dovuto agire dando priorità agli aspetti contrattuali, finanziari e di avvio dei cantieri, ma confidiamo che l’esperienza accumulata ci possa permettere di organizzarci sempre meglio dal punto vista gestionale e di comunicazione con i soci, i quali sono sempre stati aggiornati attraverso i nostri canali informativi. Per realizzare il cappotto termico, per esempio, che consiste nella costruzione di un ulteriore strato esterno sul quale viene rifatto l’intonaco e la tinteggiatura di finitura, occorreva spostare i tubi del gas, le unità esterne dei condizionatori, gli scarichi dei fumi in facciata ed eventuali altri elementi presenti sulle pareti esterne degli edifici. Un complesso cammino che ha necessariamente dovuto tener conto delle specificità di ogni singolo quartiere della Cooperativa, ad Affori, Dergano e Niguarda: il team di progettisti ha affrontato le varie problematiche che via via si sono presentate. Prendiamo il caso dei contesti di ringhiera, per i quali, in molti casi, occorreva intervenire sui ballatoi, in quanto la realizzazione del cappotto termico li avrebbe resi troppo stretti per consentire il passaggio. Man mano che ci siamo addentrati nel progetto, sono venuti alla luce una serie significativa di vincoli e di problemi che non sempre hanno trovato soluzione immediata negli innumerevoli interpelli e chiarimenti emessi a ciclo continuo, talvolta in maniera contraddittoria, dalle diverse autorità competenti: l’Agenzia delle Entrate, il Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Lombardia…. C’è voluto anche più del previsto per capire come gestire alcuni temi avvolti di complessità crescente, quali la centralizzazione eventuale dell’impianto di acqua calda sanitaria. Nelle fasi progettuali l’attenzione è prima di tutto stata rivolta ad alcuni aspetti importanti: la fase di asseverazione a cura di organismi indipendenti atta garantire il rispetto dei requisiti tecnici di legge; il controllo della conformità urbanistica e catastale degli alloggi imposto dalla normativa, che rende necessario l’accesso in tutti gli alloggi e, laddove obbligatorio, la necessità di intraprendere un percorso di sanatoria preliminare all’avvio dell’intervento. La Legge, richiede, per ogni progetto, di seguire alcuni passaggi ben precisi volti a certificare, attraverso soggetti qualificati e indipendenti, non solo l’effettivo raggiungimento delle classi energetiche previste, ma anche la congruità dei costi esposti per ogni progetto. La Cooperativa, seguendo le normative e le buone pratiche degli appalti pubblici, ha ritenuto opportuno mobilitare le migliori energie, appoggiandosi a professionisti vicini al nostro mondo, a cui sono state affiancate delle società di ingegneria molto strutturate che, insieme all’asseveratore e al revisore contabile hanno permesso di identificare progetti efficienti ed estremamente rispettosi delle stringenti norme tecniche e fiscali. I nostri forti legami con il mondo assicurativo ci hanno permesso inoltre di ottenere polizze di ampia sicurezza. Si tratta dunque di un piano molto articolato su cui il Consiglio di Amministrazione di ABITARE ha posto la massima priorità supportato dalla consapevolezza che l’obiettivo, di certo ambizioso, contiene tutto ciò in cui abbiamo creduto e crediamo. Ci abbiamo creduto perché una comunità di abitanti deve essere molto attenta alle questioni ambientali e deve dare l’esempio di come anche il settore dell’edilizia sia tenuto a farsi carico delle incombenze legate al risparmio energetico. Ci abbiamo creduto perché la riduzione dei costi per i soci era già una sfida in atto, dato che, soprattutto in alcuni Quartieri, le spese cominciavano a essere troppo elevate e richiedevano un nostro intervento di contenimento. Ma anche perché l’avvio dei cantieri è stato parallelamente un contributo alla ripresa economica del nostro Paese, così duramente colpito, e ha dato nuove opportunità ai lavoratori di questa lunga filiera. Questa operazione di rigenerazione su iniziativa del Governo, è stata definita la più importante operazione di rigenerazione urbana messa in campo in Italia dal dopoguerra. Per noi, un passaggio epocale dai molteplici vantaggi: benefici all’ambiente, risparmio economico per i soci che non dovranno più sostenere le spese del gas, accrescimento del patrimonio della Cooperativa. Infatti, grazie agli interventi del Sismabonus, impianti e fabbricati vedranno la completa messa a norma per il rischio sismico; si renderanno oltretutto disponibili nuovi alloggi da assegnare a proprietà indivisa, di cui abbiamo scritto più sopra, costruiti senza consumo di suolo. Tutto questo senza pesare in alcun modo sui soci. Come abbiamo visto non è stata, e ancora non è, una tranquilla marcia verso la meta, ma comunque un percorso veloce e deciso che raggiungerà il traguardo • Ecobonus e solidarietà Tra tutti i benefici emersi nella realizzazione delle opere dell’Ecobonus, qualcuno è approdato oltre il nostro continente. Rispondendo all’appello di un’azienda agricola del Senegal, Abitare Società Cooperativa le ha donato serramenti dismessi nel corso delle ristrutturazioni. Essi serviranno a completare un progetto rurale dell’azienda africana a favore di una popolazione con impellenti necessità abitative. É un’opera di cooperazione che supera i confini geografici, arrivando là dove gli oggetti donati avranno una nuova vita e apriranno qualche finestra sul futuro.

 

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