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L’Omicron è più contagioso del Delta ma i rischi sembrano inferiori. Parola del nostro esperto

Dottor S.M. finiamo il 2021 e iniziamo il 2022 con dati in netto peggioramento rispetto all’intervista dello scorso mese. Qual è la situazione vista dal suo osservatorio? Molti contagiati ma asintomatici o poco sintomatici? I numeri dei ricoverati sono in aumento, anche se molto meno dello scorso anno, ma per il momento il sistema ospedaliero regge? Diciamolo chiaramente: il personale sanitario si trova in un momento di grande stanchezza psicofisica dettata dallo “tsunami” Omicron che da alcune settimane sta provocando e provocherà ancora nelle settimane a venire un aumento considerevole dei casi e che si aggiunge alle “fatiche” delle precedenti ondate. L’incremento dei casi (la maggior parte lievi o asintomatici) è stato consistente da S. Ambrogio in poi; non riesco a quantificarle quanti pazienti al momento ho positivi o in quarantena, ogni giorno se ne aggiungono dai 10 ai 15. Il lavoro sta toccando livelli insostenibili perché, oltre al carico di telefonate (quadruplicate nelle ultime settimane) e mail, c’è tutta la gestione del paziente Covid (cura, prenotazione tampone, gestione isolamento e quarantene dei contatti), ci sono gli altri pazienti, cronici, anziani con le problematiche di tutti i giorni da risolvere e le vaccinazioni da terminare. È vero se guardiamo i ricoveri la situazione è migliore, ma se guardiamo il territorio questa è la peggiore delle ondate come numero e tipologia di pazienti da seguire. Poi ti devi scontrare con le solite difficoltà, in primis l’inefficienza del sistema informatico che impedisce ormai da settimane una regolare prenotazione dei tamponi da parte del medico. Proprio in questi ultimi giorni dell’anno sono state introdotte nuove (ed ennesime) disposizioni regionali che dovrebbero agevolare e chiarire le modalità di esecuzione dei tamponi nelle varie tipologie di pazienti (casi, guarigioni, contatti). Purtroppo va detto che alcune persone fanno un uso non corretto del tampone, auto prescrivendolo senza contattare il medico ed aumentando la confusione di questo periodo.

• Come stanno andando le terze dosi fra i suoi pazienti?

Le terze dosi stanno andando bene, anche per i pazienti domiciliari, sicuramente una grossa spinta l’ha data il diffondersi della variante Omicron. Cerchiamo di far capire ai pazienti che con la terza dose anche se ti ammali lo fai in forma lieve, evitando il ricovero in ospedale o nelle terapie intensive.

• Nota qualche crepa fra i no-vax, anche grazie alle restrizioni introdotte dal Governo, oppure dobbiamo metterci il cuore in pace che questo 10% della popolazione non si vaccinerà mai? A proposito di vaccini: sta arrivando il quinto ovvero il Novavax. Pensa che possa portare qualche beneficio alla causa della campagna vaccinale?

Sì forse qualche crepa nei novax meno convinti si vede e qualcuno sta prendendo appuntamento anche per le dosi di vaccino a RNAm, complice anche l’obbligo vaccinale imposto ad alcune categorie di lavoratori. Sicuramente i più scettici potranno convincersi dall’arrivo del nuovo vaccino Novavax che ha una tecnica di preparazione uguale a quella di altri vaccini in circolazione da diversi anni, come ad esempio quello dell’epatite B.

• Vengono segnalati molti casi fra i bambini che poi trasmettono il virus in famiglia. Ben venga la vaccinazione pediatrica anche se purtroppo i numeri sono inferiori alle aspettative. Perché secondo lei è importante vaccinare anche i bambini dai 5 agli 11 anni?

È importante vaccinare la fascia di età 5-11 per tanti motivi: i maggior contatti che i bambini hanno tra loro, il fatto che vengono curati da nonni o genitori che possono non aver completato il ciclo vaccinale e che rientrano nelle fasce di età a rischio maggiore di ricovero o complicazioni. Concludo questa nostra conversazione con una considerazione che mi rattrista molto: un altro elemento di delusione e sconforto di questa ondata è lo scontro verbale ed ideologico che ho avuto con alcuni pazienti e parenti di pazienti non vaccinati. Ho visto pazienti in cura da me da anni rifiutare o modificare le mie proposte terapeutiche aggiungendo terapie proposte da medici che si palesano su canali non ufficiali. Ho visto purtroppo alcuni di loro finire in Ospedale o peggio non tornare a casa.

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