La ripresa socio-culturale a Niguarda

Il settore culturale, dovunque nel mondo, è stato messo al tappeto dalle misure di contenimento della pandemia, probabilmente più del turismo. Per i Centri Culturali è andata un po’ meglio perché sono riusciti a non chiudere del tutto. Ce lo spiega bene Maria Piera Bremmi, responsabile del Centro Culturale della Cooperativa di via Hermada.

• Le abbiamo chiesto se i contatti con i soci del centro, si siano mantenuti costanti nell’ultimo anno.

In effetti il Centro è rimasto fisicamente chiuso solo dal 24 marzo al 3 maggio 2020, dopodiché la nostra sede ha riaperto e, intendiamo dire, aperta da subito al pubblico senza interruzione fino ad oggi. Abbiamo comunque lavorato anche negli sciaguratissimi 40 giorni del 2020 organizzando incontri, conferenze, arte e concerti on line, con la formula della “Cultura portata a domicilio” che ha riscosso un notevole successo.

• Tutte le attività, tra cui palestra informatica, lezioni di pianoforte, incontri culturali su specifiche tematiche storiche o letterarie, sono state seguite bene anche a distanza?

Per quel che concerne i corsi niente è andato perso: sono proseguiti seguendo l’andamento della situazione esterna, in presenza oppure on line, secondo il momento. Comunque tutto è ripartito con l’anno 2020/2021 e lo stesso vale attualmente per il 2021/2022. Un capitolo a parte merita il pianoforte che, eccetto i 40 giorni di marzo, ha sempre proseguito l’attività in presenza in quanto si tratta di didattica con lezioni One to One, cioè studente-allievo. La Palestra Informa-tica con i suoi tutor ha dato completa disponibilità per risolvere a distanza i problemi di computer e smartphone ed inoltre ha lanciato un servizio dedicato all’installazione dello SPID, questo “oggetto misterioso” tuttora di non facile utilizzo.

Ultimamente le regole meno restrittive hanno permesso un miglioramento nei rapporti tra il centro culturale e gli utenti associati? O la strada è ancora lunga perché le situazioni tornino come prima?

Qui scinderei la risposta in due parti: il rapporto Centro Culturale/Soci e la ripresa delle attività. Per quel che riguarda i rapporti con i soci possiamo solo dire che sono migliorati e divenuti ancor più “stretti”. I nostri frequentatori hanno compreso l’impegno e lo sforzo fatto dal Centro per continuare, malgrado tutto, ad essere presente e fornire un costante servizio di buon livello. Oseremmo dire che siamo stati “premiati” per la nostra presenza in un momento in cui molti si erano obbligatoriamente messi in disparte. Il futuro? Oddio, come diceva Lorenzo il Magnifico, “del doman non v’è certezza”, ma noi un’idea ce l’avrei: resistere e continuare a lavorare come nel passato. Eterni ottimisti? Può essere, ma intanto fin qui ce l’abbiamo fatta.”.