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Noi curva sud di Milano

Noi curva sud di Milano

Chi di noi, entrando a San Siro da adolescente, non ha desiderato “salire” in Curva? E quanti di noi ci sono andati, magari solo per qualche partita oppure per stagioni intere, da soli o con gli amici, a gridare, a saltare, a vivere la partita visceralmente. Adesso, per gli Ultras rossoneri ma anche per i semplici tifosi del Diavolo, esiste una vera e propria Bibbia di più di settecento pagine intitolata “Noi Curva Sud Milano” (Curatori vari, 70 euro) che celebra mezzo secolo di tifo “estremo” milanista fin nei minimi dettagli. Nell’introduzione si narrano le origini dei cosiddetti “casciavit”, termine dialettale che indica l’appartenenza alla classe popolare di chi, almeno fino agli anni Cinquanta, sceglieva il Milan come “squadra del cuore”. In quei tempi lontani, i milanisti erano “i poveri” e gli interisti “i ricchi”, imprenditori e borghesi; i milanisti avevano lo stadio a San Siro, estrema periferia cittadina immersa nella nebbia per tutto l’inverno, mentre gli interisti giocavano all’Arena, a due passi dal centro; i milanisti schieravano quasi sempre squadre da metà classifica e gli interisti erano i “bauscia” perché più vincenti (i rossoneri non si aggiudicarono un titolo dal 1907 al 1951!). A proposito, il grande poeta Franco Loi nella sua biografia intitolata “Da bambino il cielo”, scriveva: “Allo stadio, negli anni Quaranta, i milanisti erano sempre in minoranza, specialmente tra i ragazzi di via Teodosio e del Casoretto, e venivano umiliati dalla spocchia interista, e così provai subito simpatia per loro e per la squadra rossonera”. Dopo queste prime pagine si entra nel vivo della Storia del tifo rossonero, a partire dal primo “Circolo del Milan” che si apriva nel 1952 in piazza S. Alessandro, in seguito molto frequentato da giocatori e dirigenti del Milan di Nereo Rocco. Nel 1961, a Parabiago, si creava il primo Milan Club e tre anni dopo nascevano I Fedelissimi, che organizzavano un supporto più colorato e rumoroso alla squadra durante le partite. Nel 1967 si costituivano I Commandos Clan (destinati a diventare Commandos Tigre nel 1969), nel 1968 si formava la mitica Fossa dei Leoni e nel 1975 era la volta delle Brigate Rossonere. Il volume racconta, dalla stagione 1967-68 fino al 2018, cinquant’anni di avvenimenti che hanno visto coinvolti la Curva rossonera. Le pagine, di conseguenza, sono ricche di numerosi fatti riferiti al mondo Ultras che vengono accuratamente documentati con una notevole mole di articoli e foto. Tuttavia il libro risulta interessante anche per un qualsiasi tifoso milanista perché costituisce una vera miniera di ricordi. Attraverso immagini (spesso inedite), copertine della Gazzetta dello Sport o biglietti delle partite si possono rivivere le tante vittorie ma anche le sconfitte e le ingiustizie arbitrali patite dalla squadra rossonera, talvolta causa di incidenti provocati dagli Ultras. Finita la cronistoria di mezzo secolo di Curva Sud, il libro mostra coreografie e striscioni esposti nei derby, alcuni rimasti nella memoria collettiva come le famose sei palle mostrate il 20 ottobre 2001 in occasione della stracittadina successiva al famoso 6-0. Seguono pagine più specifiche che elencano i vari gruppi presenti nella Sud, le sezioni sparse in Italia e all’estero, gli stadi “visitati” in Europa e nel mondo. Vengono poi presentati i cori, le sciarpe, i luoghi di ritrovo (come il Baretto nei pressi della Curva Nord) e le iniziative intraprese. A proposito, si scopre che, ormai da qualche anno, per Natale, degli esponenti della Sud si travestono da Babbo Natale e vanno in ospedale a consegnare dei regali ai bambini oppure che la Curva rossonera collabora da tempo con la Fondazione Exodus di Don Mazzi, il che dimostra come l’universo Ultras sia ben più variegato di quanto non appaia all’esterno. Infine, interessante è pure la corposa bibliografia che inizia con i primissimi libri inglesi e francesi che si sono occupati del tifo calcistico. Tra gli altri si possono segnalare il primo studio italiano a riguardo, “Descrizione di una battaglia” (Il Mulino, 1990) del sociologo Alessandro dal Lago, “Dove sono gli Ultrà” (Zelig, 2005) di Stefano Pozzoni (uno dei curatori del libro) e “Cuori Tifosi” (Sperling e Kupfer, 2010) di Maurizio Martucci. Per quanto riguarda più specificatamente il Milan, impossibile non citare I furiosi (Derive e Approdi, 2006) di Nanni Balestrini, “Tifosa e basta” (Sedizioni, 2008) di Donatella Evangelista e Onore ai diffidati (Mondadori, 2008) di Elisa Davoglio.

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