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Addio a Luciano Stipiti della Trattoria da Aldo: un amico di tutti

Addio a Luciano Stipiti della Trattoria da Aldo: un amico di tutti

“Caro Luciano nel lungo periodo che ho vissuto a Milano (da sola, senza la mia famiglia d’origine) sei stato per me un solido punto di riferimento. Mi hai sempre aiutata a risolvere i problemi che mi si presentavano. Eri un uomo con un animo buono, altruista, con una mentalità aperta, simpatico ed intelligente. Le parole omofobia e discriminazione non esistevano nel tuo dizionario. Chiunque poteva entrare nel vostro locale ed usufruire del vostro servizio. In effetti la vostra osteria era frequentata da persone di ceti sociali diversi. Le tavolate davano la possibilità di comunicare con il vicino, che poteva essere un operaio, un direttore di banca, un creativo, un sindacalista, uno/a studente, un extra-comunitario ecc. Il vostro ambiente era un disegno per unire persone con esperienze e filosofie di vita diverse. Ai miei occhi questo obiettivo è stato raggiunto perché nel vostro locale ho conosciuto persone di tutti i generi. Un’esperienza bellissima, non ti dimenticherò e grazie per tutto quello che hai fatto per me”. Questo di Monica Sellan è uno dei tanti ricordi commoventi apparsi sui social di Luciano Stipiti scomparso lo scorso 16 febbraio a 74 anni. Luciano, toscano originario di Ponte Buggianese, con il fratello Alberto ha gestito per tanti anni la “Trattoria toscana da Aldo” di viale Sarca 187. Ereditato da papà Aldo e mamma Elsa il locale ha rappresentato la memoria storica della Bicocca dal 1950 fino ai primi anni ‘10 e nel 2006 ha ricevuto dal Comune di Milano l’attestato di “Bottega Storica”. Dagli operai della Pirelli agli studenti dell’Università. Un ponte di 60 anni che ha visto ospiti in trattoria personaggi come Dario Fo, Sergio Cofferati e sportivi famosi come Mennea, Moser, Fondriest, Consolini e Fiasconaro. Un punto d’incontro anche per i Bersaglieri Ciclisti della caserma di Viale Suzzani; una passione, quella per il ciclismo, che ha spinto Luciano a fondare nel 1972 lo Sporting Club Baronchelli. Anche se il vero spettacolo era l’accoglienza di Luciano e Alberto che facevano sentire tutti a casa propria. Tra una battuta e l’altra su tavolate apparecchiate con tovaglie a quadri venivano servite, tra l’altro, porzioni maestose di pasta all’amatriciana, lasagne e tranci di maialino annaffiati da un bottiglione di Barbera Coppo appoggiato in mezzo alla tavola e a disposizione dei commensali. E mentre mangiavi avevi la possibilità di scambiare due chiacchere con persone mai viste prima e magari conoscere nuovi amici. Un luogo di inclusione sociale oltre che una trattoria. E poi c’era il Luciano che se avevi bisogno ti dava una mano. Come hanno ricordato Emilio, Giordano, Felice, Daniele e Sergio del gruppo musicale Esuli della Bicocca. “La grandezza di un uomo verrà sempre misurata sulla disponibilità nei confronti di tutte quelle persone bisognose di aiuto, e tu amico Luciano nel tuo modo d’essere sei stato un vero gigante. Per noi Esuli il ricordo più bello è, e sarà sempre, quando nel lontano 1966 ci hai accolto sotto la tua ala protettiva e ci hai aiutato a realizzare il nostro sogno di fare musica. Luciano, ti porteremo sempre nel nostro cuore e siamo certi che tutto il bene che hai fatto non verrà dimenticato né da noi, né dalle persone che ti sono state amiche. Un grazie di cuore per tutti questi anni di amicizia fraterna ti ricorderemo sempre con tanto, tanto, tanto affetto”. Il direttore Luigi Allori e tutti i redattori del giornale Zona Nove porgono sentite condoglianze alla famiglia di Luciano.

 

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