Covid 19: “Vediamo un graduale rientro alla normalità”

Intervista a Marco Bosio, direttore del Niguarda

• Direttore Marco Bosio, i numeri della pandemia sono promettenti. Qual è la situazione che riscontrate in uno dei più importanti presidi ospedalieri d’Italia?

In questi mesi possiamo finalmente dire che vediamo un graduale rientro alla normalità. Il numero dei pazienti ricoverati per polmonite da covid è piuttosto contenuto. Abbiamo una quota di persone, invece, che arrivano in ospedale per altre esigenze cliniche alle quali, al momento del ricovero, il tampone di controllo rileva la positività al virus. Per questi pazienti, quindi, sono state attivate delle aree polispecialistiche in isolamento, dove poterli trattare per la loro patologa, garantendo la sicurezza necessaria. Anche sul fronte delle attività, gravose per alcuni mesi, dei tamponi e delle vaccinazioni, è evidente un calo molto significativo.

• Come avete gestito questa ennesima ondata? State procedendo per l’ennesima volta a riconvertire i reparti destinati alla pandemia?

I numeri dei ricoveri di questa ondata non sono stati, fortunatamente, paragonabili a quelli precedenti. Le persone che richiedevano un ricovero ospedaliero erano inferiori, grazie soprattutto alla campagna vaccinale e probabilmente anche ad una minore gravità della patologia provocata dalla nuova variante Omicron. Nonostante questo, comunque l’ospedale ha dovuto riservare ai “pazienti covid”, nelle settimane più difficili, 9 reparti in tutto. In questo momento, vista la riduzione dei contagi, i reparti dedicati al covid stanno via via chiudendo. Nell’estate del 2021 eravamo riusciti a chiudere tutti i reparti, riservato per gli eventuali pazienti positivi pochi posti letto in Malattie Infettive. Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi, ma siamo ottimisti.

• Quanto i vaccini hanno protetto il personale del nostro nosocomio e la popolazione che afferisce all’ospedale?

La vaccinazione è stata l’arma principale in questa sfida alla pandemia. Anche se in questa ultima ondata, in cui la variante Omicron era prevalente, il numero dei contagi è stato comunque alto, il vaccino ha protetto in maniera efficace dalla malattia grave, salvaguardando così gli ospedali. Basti pensare che nelle precedenti ondate siamo arrivati a picchi di circa 350 persone ricoverate, mentre nell’inverno 2021/2022 abbiamo raggiunto circa 190 ricoveri. Questa differenza è dovuta in larga parte alla campagna vaccinale, oltre anche ai comportamenti corretti che gli italiani hanno saputo tenere e al rispetto delle misure di prevenzione con cui abbiamo imparato a convivere.

• Alla luce dei dati epidemiologici di questi giorni possiamo allentare le misure di protezione oppure dobbiamo mantenere comportamenti responsabili e precauzionali?

Come dicevo, il calo dei ricoveri e della circolazione del virus è dipeso anche dal rispetto delle misure di protezione. Probabilmente, in vista della stagione estiva, nelle prossime settimane queste potranno essere allentate. L’importante è comunque attenersi sempre a quanto di volta in volta, sulla base del contesto, ci verrà comunicato dal Ministero e dal Comitato Tecnico Scientifico.

• Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi? Possiamo dire di vedere la luce in fondo a questo tunnel?

Personalmente sono ottimista, abbiamo sviluppato in questi mesi vaccini che si stanno dimostrando efficaci e anche terapie utili a prevenire le forme gravi della malattia. Dobbiamo continuare a proteggere soprattutto le persone più fragili, ma la situazione al momento è positiva.

• Cosa dovrebbe averci insegnato questa pandemia?

Molte cose, come individui, comunità e professionisti della salute. In questo ultimo campo, per esempio abbiamo avuto l’evidenza di quanto sia necessario strutturare meglio una medicina territoriale, più vicina al cittadino e che sia in grado di intercettare i bisogni, soprattutto delle persone fragili e croniche. Gli ospedali, in Lombardia abbiamo delle eccellenze nazionali, devono fare la loro parte, ma il primo riferimento per la salute del cittadino deve arrivare prima di tutto dal territorio.