Covid 19: facciamo il punto mensile con il nostro collaboratore S.M., medico di medicina generale della Bicocca. La pandemia non è finita.

D – Dottor S.M. per l’ennesima volta siamo qui a commentare i dati della pandemia. Il virus pare avere mollato la presa. È però presto per cantare vittoria perché abbiamo già affrontato quattro ondate, con e senza vaccini. Cosa può dirci di “positivo” dal suo osservatorio privilegiato?

R – Nelle ultime settimane, complici anche le variazioni climatiche, si è assistito ad una risalita della curva dei contagi. Dal nostro “osservatorio” territoriale vediamo mediamente 3-4 casi al giorno, per lo più forme lievi, simil influenzali o paucisintomatiche, che colpiscono anche soggetti con tre dosi di vaccino

D – Reparti Covid e terapie intensive si stanno progressivamente svuotando, così i presidi ospedalieri potranno tornare ad occuparsi a pieno regime di tutte le patologie. Stessa cosa per gli ambulatori dei medici di medicina generale?

R – A dire il vero non abbiamo mai smesso di occuparci delle patologie extra covid. In questi due anni i malati cronici hanno avuto solo noi come punto di riferimento, ancora adesso per molti di loro risulta complicato prenotare controlli specialistici causa i tempi di attesa delle prestazioni che si sono inevitabilmente allungati.

D – Stiamo assistendo in questi ultimi giorni ad una forte accelerazione per togliere tutti i vincoli e le protezioni contro il Covid. Sembra di assistere ad un liberi tutti. Ma siamo veramente al “25 aprile” della pandemia oppure si sta forzando un po’ la mano? Cosa suggerisce ai nostri lettori?

R – Suggerisco che bisogna essere cauti e mostrare saggezza, non dimenticare la pandemia, passata ora in secondo piano a causa dei tragici eventi bellici. Raccomando prudenza specie nei luoghi affollati , mantenere la mascherina nei luoghi chiusi e in caso di assembramenti all’aperto, mantenere le regole fondamentali di igiene delle mani; sono regole che dovremo portare d’ora in avanti nel nostro vivere quotidiano.

D – La spinta vaccinale si sta esaurendo, l’85% della popolazione è protetta con due dosi ed oltre il 60% ha anche la terza. Possiamo considerare la campagna sostanzialmente conclusa. Cosa dobbiamo fare nei prossimi mesi, in particolare nel prossimo autunno?

R – E’ difficile fare previsioni su quello che potrà accadere nel prossimo autunno. Certo tra numero di vaccinati e persone che hanno contratto l’infezione non dovremmo più trovarci di fronte a ondate “devastanti”, a meno di sorprese da parte di Omicron o altre varianti….ma cerchiamo di pensare positivo in questo momento tragico e di sofferenza.