DALLE PROMESSE AI FATTI Il Municipio 9 illustra il suo piano di lavoro nella sede del Pd di Niguarda
Partecipata assemblea domenica 6 marzo presso la sede del Pd di Niguarda in via Hermada. Anita Pirovano, la presidente del Municipio 9 ha illustrato il Dup, il Documento Unico di Programmazione, approvato il dicembre scorso. Giorgio Bettoli, il capogruppo del Pd che era stato annunciato, invece non ha potuto partecipare per questioni di salute all’ultimo momento. Il Dup è il documento-guida dell’azione politica del Municipio, quello che fissa obiettivi e indirizzi, raccoglie i programmi elettorali dei vari quartieri, li aggiorna, li sintetizza in un solo testo e ne fa il piano di lavoro per i prossimi tre anni. Prende la parola Anita Pirovano, sottolineando quanto sia impegnativo riconquistare la fiducia di quella parte di cittadini, oltre la metà degli aventi diritto al voto, che si è astenuta esprimendo così la sua sfiducia nelle istituzioni, nella politica, nel futuro. La maggioranza che governa il Municipio è una compagine compatta, determinata, agguerrita e la sua ossessione è di riportare alla partecipazione quella maggioranza di persone che non ci crede più. Per far questo è necessario fare attenzione anche alle piccole cose, con concretezza. Il Municipio non è il Parlamento, la Regione o il Comune, ma nel suo piccolo può incidere sulla qualità della vita delle persone. Questo documento, il Dup, non è il libro dei sogni, ma un elenco di azioni e provvedimenti in grado di trasformare lo slogan “la città in quindici minuti” in una realtà, che consenta ai tredici quartieri che formano il nostro municipio di avere ognuno un proprio centro e i propri servizi, intesi come servizi socio-sanitari, come trasporti e scuole, i propri spazi di aggregazione (piazze, giardini, associazioni) raggiungibili a piedi. Importanti sono anche le attività economiche, intese come spazi commerciali e attività produttive, con le ricadute occupazionali che comportano. Il Dup ha anche un’altra caratteristica: rispetta la specificità e l’unicità dei vari quartieri: i problemi di Niguarda, ad esempio, sono ben diversi da quelli dell’Isola, della Bicocca o della Bovisa e quindi il piano di interventi è ritagliato nel rispetto delle relative priorità. Nel Municipio si ha la fortuna di avere molti quartieri con importanti punti di forza (oltre ai molti problemi) e questo è un buon punto di partenza, ma l’obiettivo è che ogni quartiere possa registrare un miglioramento visibile nel corso dei prossimi anni. Piovono le domande su quanto sia stato fatto nei primi cento giorni della nuova consigliatura e sui problemi da risolvere a Niguarda, Prato e Bicocca. La presidente afferma che in Municipio c’è una maggioranza coesa, attiva, con molti giovani capaci e pieni di voglia di lavorare. Prova ne sia il bonus psicologico, fortemente voluto dal Municipio per affrontare i disagi dovuti al forzato isolamento soprattutto giovanile imposto dalla pandemia, o il rifacimento del fondo del campo di calcetto nel parco di via Tremiti (vedi foto). Su quest’ultima vicenda c’è da sottolineare che i municipi hanno ottenuto dal Comune molte più deleghe sulla gestione del verde e dei parchi cittadini e questo si traduce in una maggiore efficacia e tempestività negli interventi, come s’è visto in questa occasione. Quando il decentramento si fa sul serio è probabile che funzioni. La Pirovano fa poi il punto sugli interventi previsti dal Dup per i nostri quartieri. Dato per assodato il completo rifacimento della piazza Belloveso che avanza a tappe forzate, per Niguarda si prospetta un corposo intervento in via Ornato, lungo e impegnativo, ma ormai non più dilazionabile: il completo rifacimento della sede tranviaria. Si tratta di un lavoro in profondità, che comporta l’installazione di una struttura di cemento sotto i binari, con una intercapedine antivibrazione in mezzo. Si spera così di evitare sia i continui cedimenti dell’asfalto che le conseguenze che le vibrazioni provocano agli edifici che si affacciano sulla via. Per la via Ornato è anche previsto un completo ridisegno dell’arredo urbano, con l’installazione di alberi e dissuasori della sosta sui marciapiedi. Lavoro lungo e impegnativo, che prevede la chiusura della via per molto tempo, ma necessario, perché il progetto contempla anche la riapertura del doppio senso di marcia sulla via Graziano Imperatore, che dirotterà una grossa parte del traffico che oggi insiste sulla via Bauer proprio sulla via Ornato, sottoponendo il manto stradale a sollecitazioni ancora più dure. Un altro intervento previsto nel documento è l’apertura di un collegamento tra la via Maestri del Lavoro e l’incrocio tra Lanfranco della Pila e viale Suzzani, un progetto più volte salito alla ribalta e mai realizzato, né da giunte di destra né di sinistra, che questa volta potrebbe avere una chance di trovare una soluzione. Sarebbe un grande sollievo per le trecento famiglie che vivono in via Cecchi, e le altre centinaia di via Adriatico o di via Maestri del Lavoro, che oggi sono obbligate per raggiungere viale Suzzani a passare da via Palanzone, via Ornato o via Bauer, via Marmolada e Arganini. Quasi due chilometri. Ma non è tutto. Altri due progetti fondamentali che riguardano la nostra zona sono la piscina Scarioni e la caserma Mameli. Per la prima la presidente Pirovano riferisce di uno stato avanzato di trattativa con aziende private che dovrebbero acquistare la struttura e farsi carico della sua ristrutturazione, mentre il Comune ne conserverebbe la gestione, garantendo l’accessibilità ai cittadini a prezzi calmierati. La trattativa è alle battute finali e entro la primavera ci si aspetta la sua conclusione, che deve passare anche dall’approvazione del Comune. Qualcosa si muove anche per la caserma Mameli. Il progetto in questo caso è molto ambizioso e dovrebbe centrare due obiettivi: il primo ha a che fare con l’emergenza abitativa della città, che offre poche opportunità residenziali soprattutto ai giovani con scarse disponibilità economiche. In una parte di quell’area è prevista l’edificazione di soluzioni immobiliari per l’affitto a canone accessibile. L’affitto infatti è una modalità pressoché sconosciuta in città, in rapporto alle altre grandi città europee. In tutte le classifiche Milano arranca nelle ultime posizioni per disponibilità di appartamenti in affitto e nelle prime come numero di auto pro capite: due statistiche non proprio incoraggianti per una grande città moderna. Nell’area della ex caserma Mameli quindi oltre a grandi spazi verdi e a abitazioni in vendita e in affitto, grande enfasi viene data a luoghi per la formazione e il lavoro giovanile, che porterebbe una ventata d’aria fresca nei nostri quartieri. Le prime tre casermette sono state messe a bando e sono già state pre-assegnate ad associazioni operanti in questo settore e a breve dovremo vedere i primi segnali di vita in quella realtà dal 2014. Si parla anche di luoghi per le famiglie e la socialità, che in quella zona scarseggiano dopo la precarietà del centro anziani presso la ex Manifattura Tabacchi. Oltre naturalmente alle necessarie infrastrutture di viabilità e trasporti per collegare l’area ai quartieri limitrofi. Il Pd di Niguarda aveva proposto un progetto per coniugare giovani, lavoro e rilancio del quartiere nell’ultima campagna elettorale. È stato chiesto quanto di questa idea sia stata recepita nel Dup. La relatrice ha chiarito che non solo il documento riporta il progetto, ma lo estende a tutto il Municipio in modo che sia più facile reperire spazi, idee e iniziative. Una bella mattinata al circolo e una buona affluenza di persone, a testimonianza che i problemi del quartiere sono sempre al top delle priorità della gente, anche in tempo di pandemia e mentre soffiano sempre più preoccupanti venti di guerra.

