Marzo in musica al Blu Note e non solo

Questo mese, oltre alle consuete recensioni di concerti dal Blue Note, sono andato a vedere un concerto al Volvo Studio, un elegante ambiente di ispirazione scandinava, dove si viene accolti dall’aurora boreale sul soffitto e da raffinate pareti che riproducono il tipico aspetto di un bosco scandinavo. In particolare ho seguito la serata dove ha suonato Naima Faraò con il suo quartetto. Naima Faraò è una giovane cantante italiana, voce principale di un collettivo sperimentale, The Black Beat Movement, che si focalizza sulle nuove evoluzioni dei ritmi black e dei sound più urbani. L’interesse legato ad una sonorità prevalentemente black si riflette nel timbro di voce di Naima e nella scelta dei brani del suo repertorio, cantati al Volvo Studio, che hanno spaziato tra alcuni dei più grandi capolavori funky. Al Blue Note invece ho seguito prima i Pulsation con il loro progetto Celebrate Studio 54!, un appuntamento ricorrente al Blue Note dove Elio Marrapodi e Dave Dececca hanno raccontato con la loro musica i gloriosi anni della Disco Music ‘70/’80, poi Billy Cobham e la sua Band. Riconosciuto come il più importante batterista jazz-fusion per la sua potenza e tecnica percussiva, Billy Cobham ha raggiunto l’apice della fama a metà degli anni Settanta divenendo uno dei batteristi più acclamati nell’ambito jazz, fusion e rock. La sua influenza stilistica ha letteralmente creato una categoria di musica, ormai parte della storia della musica moderna.