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25 Aprile Per l’Italia la libertà, per l’Ucraina la pace

25 Aprile Per l’Italia la libertà, per l’Ucraina la pace

La guerra, grande orrore della vita. La vediamo tutti i giorni attraverso le immagini della stampa. Ci sarà mai un giorno la pace? Per tutti? Cos’è per i potenti del mondo la pace? Li osserviamo attorno ad un tavolo che discutono perchè la pace è libertà di pensiero, di parola, di giustizia, di condivisione e di amore. La vera pace non conosce l’odio e il potere. La guerra in Ucraina ci riporta ai nostri padri che hanno conosciuto le atrocità che porta la guerra: distruzione, dolore e morte; poi la RESISTENZA per essere di nuovo un popolo libero e il 25 aprile le campane hanno suonato: ITALIA LIBERA. Ma quante battaglie, dolore ha attraversato il popolo italiano. Il pianto delle madri e il dolore di mamma Cervi, la mattina del 28 dicembre 1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia, venivano fucilati i 7 fratelli Cervi. Erano stati catturati a fine novembre, accerchiati dai fascisti si erano difesi fino all’ultimo ma quando alla cascina gli assalitori hanno appiccato il fuoco erano stati costretti ad arrendersi. Tante sono le poesie del dolore delle madri come 25 aprile in libertà: “Nel silenzio incantato / di questo aprile sui colli / io vado lentamente cercando / un muro e una piccola lapide…. quel giorno…. quel sangue. / Non esiste memoria nelle cose / ma la loro belleza è come spada / se immagino lo sguardo / trionfante disperato / in cui le raccogliesti alberto prima di cadere / ai piedi di quel muro”. Molte madri nella libertà ritrovata piangeranno a lungo o per sempre i cari perduti, come quella madre di una poesia: “..Quando più tardi vennero a dirmi tuo figlio è tra i morti / sulla piazza in paese, io non capivo ancora / e aggiunsi legna nel focolare / come se tu dovessi tornare / il figlio. E misi il mantello / e i guanti di lana / e presi la borsa per scendere nel paese / e mi avviai fuori dell’uscio / nella tramontana / fredda nel mio stupore senza fine. / Quando appoggiai il tuo capo pesante sul mio braccio / i tuoi occhi sapevano di sangue.” Molte donne sono morte nella resistenza come Luigia Comotto che fu fucilata per non aver rivelato nulla di un attentato dicendo: “Sono ormai vecchia e non servo più a niente, invece i giovani che cercate servono a qualcosa e non sarò io a darveli. Fate quello che volete.”

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