Il ritorno alla normalità: anche i momenti positivi possono creare fatica e disagio

Dopo due anni di confinamento, di restrizioni, dove il tempo si è fermato e siamo rimasti ad aspettare, mese dopo mese, senza la possibilità di progettare il presente ed il futuro, si ritorna gradualmente alla normalità. Dovrebbe essere tutto bello, tutto semplice, finalmente possiamo fare un bel sospiro di sollievo e riprendere subito le redini della nostra vita, della nostra famiglia, del nostro lavoro… Eppure alla fine non è così semplice come sembra! Proviamo quella sensazione di incertezza: “sarà vero che è finita stavolta, oppure rischiamo di illuderci, ricominciare a progettare, e trovarci tra qualche mese di nuovo daccapo?” Ci sentiamo un po’ disorientati… è vero che possiamo tornare alla nostra vita, ma alcune cose sono cambiate, le nostre abitudini sono cambiate, e anche gli ambienti di lavoro e di studio funzionano in modo un po’ diverso… siamo desiderosi di tornare ad essere più attivi, ma questo ci fa anche un po’ paura…. “come mai non mi trovo più bene come ricordavo?” “come mai mi sento a disagio anche senza motivo?” “la scuola mi piace, i compagni sono a posto, ma la domenica sera mi sento in ansia, penso che domani non ci voglio proprio andare, ma non so come mai…” “riprendere il lavoro in ufficio è faticoso, ritornare a gestire i rapporti in presenza con i colleghi, prendere i mezzi tutti i giorni, ma chi me lo fa fare? lo smart è così comodo…” Anche i cambiamenti positivi ci possono mettere in situazioni di difficoltà: ci siamo adattati ad uno stile di vita che non desideravamo ma comunque un po’ ci siamo abituati. Ritornare ad essere presenti nel sociale, a studiare e lavorare come prima può essere faticoso e causare ansia, attacchi di panico, disorientamento, tristezza senza ragione apparente, senso di apatia e di distacco dal resto del mondo. La nostra mente e le nostre emozioni richiedono un processo di adattamento che sottovalutiamo, perché questa volta il cambiamento è positivo. Ma è pur sempre un cambiamento e dobbiamo affrontarlo, anche con fatica. Soprattutto per gli adolescenti questo rientro alla vita “normale” può essere faticoso. Sono loro che hanno sofferto più di chiunque altro le restrizioni, hanno passato due anni di confinamento in cui le relazioni sociali sono state seriamente compromesse, in una età dove sono centrali per lo sviluppo della personalità. Due anni sono tanti, impattano fortemente nel percorso di crescita, e questi adolescenti “sospesi” recuperano i rapporti con i coetanei, con i professori ma anche con gli spazi della città con grande piacere ma anche grande fatica. Questo momento può essere impegnativo e creare disagio e introversione, e anche difficoltà ad applicarsi nello studio. Per trasformare questo momento di fatica e disorientamento in un nuovo inizio, può essere utile rivolgersi ad un professionista che ci aiuti in maniera mirate ed efficace.

Eleonora Riva – Psicologa e Psicoterapeuta – Studio Psicologia e Salute, via Ornato 7 – www.eleonorariva.iteleonora.riva75@gmail.com – 3397244401