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Intervista impossibile di Gero al Callifugo

Intervista impossibile di Gero al Callifugo

Èproprio vero che alcune emozioni ed esperienze legate alla nostra infanzia e al nostro luogo natio restano ricordi impressi per sempre, ci segnano rendendoci quel che siamo, uomini uguali a tutti gli altri, eppure “unici”. Tu, Gero, sei lontano dalla tua Sicilia da moltissimi anni, eppure in tutti i tuoi lavori, nei paesaggi, nei colori, nei personaggi e nelle favole che racconti leggiamo l’amore, il ricordo forse anche un po’ nostalgico per la tua terra e la sua gente. “Forse non avviene volontariamente eppure è così. Anche dopo moltissimi anni di lontananza, la Sicilia è sempre presente nelle mie tele, la si può ritrovare nei colori vivi e smaglianti della mia tavolozza, nell’azzurrità intensa dei cieli e del mare, nelle distese di terra ocra intenso, nella lussureggiante vegetazione mediterranea che fa da cornice ai piccoli splendidi borghi ricchi di arte e di storia che dipingo. Di questi luoghi e di questa gente torno spesso a fissare sulle tele immagini e momenti di vita quotidiana rimasti nella memoria. Ecco quindi il venditore di fichidindia con il suo carrettino, lo spettacolo in piazza del cantastorie o dell’Opera dei Pupi, la serata nella balera, i bambini che corrono sulla riva del mare inseguendo aquiloni, o la festa del borgo immortalata ad esempio anche in “Callifugo”. Qui i paesani tutti in ghingheri, gli uomini con giacca, cravatta e cappello, le donne con l’abito più bello, quello della domenica, affollano la piazzetta girando tra banchetti e bancarelle. Qualcuno si cimenta nel tiro a segno, altri più curiosi sono attirati dall’abile parlantina dell’imbonitore che esalta le virtù del suo callifugo. L’ho dipinto nel lontano 1977 e per la prima volta oggi questo quadro è esposto al pubblico in ”Classic Anthology”, la mia personale allestita fino al 10 aprile presso l’Ex Biblioteca di Bresso.” Poteva forse mancare un animale nel tuo quadro? Certo che no, Gero. A lui, all’umile gatto randagio infatti hai proprio regalato il primo piano. “La presenza del gatto e dei topolini è una storia nella storia. Quale ruolo però giocano i tre topini bianchi sui quali si concentra l’attenzione del gatto e anche quella del bambino imprigionato nell’elegante completino bianco e dalla mano del papà che lo trascina via dalla fonte del suo desiderio? Lascio la risposta alla vostra fantasia.” Un quadro questo “Callifugo” realizzato con estrema maestria e ricchezza di particolari nella rappresentazione del paesino con i suoi vicoli, le sue case, la sua atmosfera festosa, nei volti e nelle espressioni dei personaggi ritratti, negli sguardi attenti, sospettosi, perplessi o indifferenti. Bellissimi i colori alcuni più accessi, altri volutamente sbiaditi per effetto del raggio di sole che occhieggia dopo il temporale. Grazie, Gero, per averci regalato anche oggi un frammento prezioso dei tuoi ricordi.

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