Ti do affinché tu mi dia. Questo significa il detto latino di cui nel titolo. Della serie: se faccio qualcosa per te, lo faccio perché mi aspetto che tu in qualche modo mi contraccambi il favore. Che è il principio esattamente contrario al concetto di gratuità, concetto squisitamente cristiano perché fondato sull’atteggiamento di Dio nei confronti dell’umanità. Quello di Gesù è un esempio chiaro, inequivocabile: si è dato agli uomini, fino alla croce, a titolo assolutamente gratuito. Gesù è morto per ciascuno di noi, uomo o donna, buono o cattivo, giovane o vecchio, religioso o ateo, senza chiedere nulla in cambio. Ha amato “da morire”, e chi ama così non lo fa per essere riamato ma per dare tutto di sé, senza pretese. Chi ama con questa misura vuole esclusivamente il bene dell’amato o dell’amata, a costo di non ricevere nulla in cambio, a costo di dare addirittura ancora qualcosa in soprappiù, la vita se necessario. Tu, figlio mio, da poco entrato nel mondo: ti accudisco per amore, non aspettandomi niente da te, anche perché sei addirittura inconsapevole del bene che ti voglio; ti cresco come frutto di un gesto di amore e con questo amore ti conduco fino alla maturità, sapendo che tutto i genitori fanno per i figli e che i figli…. Tu, amico, che la provvidenza mi mette accanto a condividere le emozioni della vita: vivo per te un’amicizia che non ha prezzo né compenso, ti do il mio tempo e il mio cuore solo perché sento che le nostre strade si incontrano e ti voglio bene perché voglio il tuo bene. Tu, amata, altra metà del mio cuore di uomo; tu amato, altra metà del mio cuore di donna: l’amore che provo per te mi rende una cosa sola con te; voglio il tuo bene e non il mio. Tu, vecchio padre, tu vecchia madre, ormai inutili per una società che sa misurarti solo per quello che produci: mi occupo di te prima di tutto perché lo meriti, ma lo faccio senza neppure la speranza che qualcuno faccia altrettanto con me nella mia vecchiaia. Tu, incappato nei briganti della miseria, dell’ingiustizia, della malattia: verso sulle tue ferite il mio olio e il mio vino, ti carico sul mio giumento e ti porto al riparo, occupandomi di te spendendo i miei soldi; sono per te il samaritano che non chiede alcun rimborso ma, compiuto il suo gesto di amore, sparisce nel nulla senza neanche lasciare scritto il suo nome. Mi sento… sono amato dal Signore di un amore puro, che non chiede. Voglio imparare ad amare così, dando senza chiedere nulla.