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Il pittore Alberto Volpato e i suoi quadri

Il pittore Alberto Volpato e i suoi quadri

Cari lettrici e cari lettori, la pandemia che abbiamo vissuto ha fatto sì che tutti ne abbiamo risentito. Anche il nostro giornale affronta ancora questo problema, poiché è gratuito e vive grazie agli inserzionisti. Cerchiamo di sensibilizzare i cittadini del nostro problema e a nome della nostra redazione di Zona nove, ringrazio il pittore Alberto Volpato che sapendo di questo nostro problema ha offerto 16 quadri delle sue opere. Questo artista è stato già intervistato per zona franca 15 anni fa. Sono commossa quando vado a ritirare i quadri, oggi lui ha 85 anni la sua pittura è tutta ispirata alle opere sacre. Ma chi è Alberto Volpato? Nel 2007 Zona franca scriveva così.

Il compito dell’artista è quello di comunicare agli altri uomini un messaggio poetico espresso con forme e colori. Nella pittura una cosa è certa: un dipinto interessa finché riesce ad accendere in noi una specie di fiamma “della vita” o della presenza “dell’esistenza” e della “realtà” a seconda del significato che si dà a queste parole. Il personaggio di questo mese è il pittore Alberto Volpato. Non è un sognatore ma un uomo nella realtà, un osservatore, un artista che parla sempre in modo espressivo e chiaro, che conosce il dolore fisico e morale e l’accetta come accetta la vita. Chi è Alberto Volpato? Quando vado a trovarlo per l’intervista parliamo di pittura, della malattia, della scomparsa dell’adorata moglie Grazia, dei figli, del volontariato, perché Alberto fa parte anche lui dell’Unione Samaritana presso l’ospedale di Niguarda. Tutta la casa parla di pittura e lui si emoziona davanti al ritratto della moglie, anch’essa volontaria a Ortopedia del Niguarda, e si entusiasma davanti a due quadri dove il soggetto compie un lavoro e lui ne esalta la “forza” attraverso la pittura. La storia di Alberto pittore inizia nel 1981 dopo una grave malattia dalla quale esce provato. La sua attività allora era quella di responsabile di produzione nel campo della tessitura, per l’esattezza era esperto di colori-stica, cioè doveva scegliere i colori per i tessuti. Poi andò in cassa integrazione e in seguito divenne segretario dell’Istituto Montini, alle prese con i tanti problemi che ogni giorno si presentano con i giovani. Avendo lavorato con le telerie trattando con tintorie e stilisti e imparata la tecnica della coloritura, Alberto sente crescere dentro di sé l’interesse per la pittura. Ma forse l’amore vero per la pittura, come racconta, viene dopo la malattia. Se il poeta è un esploratore di parole, Alberto sente nel profondo del suo cuore di essere un esploratore della pittura. Si accorge di non avere problemi a dipingere. In questo modo viene presto considerato uno dei più abili pittori estemporanei milanesi. L’elenco delle mostre cui partecipa a partire dal 1982 si fa sempre più lungo: personali a Terme del Crodo, Abbazia di Chiaravalle, Alzate Brianza, partecipazioni alla manifestazione Artisti in Piazza a Saronno (che si svolge l’ultima domenica di ogni mese). Dal 1990 collabora al calendario del nostro quartiere, Niguarda, dove abita ed è conosciuto e apprezzato. I quadri sono tranches de vie che si vanno perdendo in una grande città come la nostra Milano ma che sono ancora presenti nella nostra zona: case di ringhiera, paesaggi, cortili, interni agricoli e artigianali, natura colorata di alberi e prati. Non c’è solo Niguarda naturalmente nei quadri di Alberto Volpato. Molti suoi dipinti hanno per soggetto il mare e le montagne. Alla domanda “Come scegliere il tema di un quadro?” mi ha risposto: “Avverto una specie di ispirazione. Vedo che mi colpisce, l’immagine rimane nella mia mente e poi viene rielaborata. E quando dipingo non ascolto nessuno: seguo solo l’istinto”. Quando è il momento del commiato, non posso non ammirare la sua semplicità, gioendo di essere assieme a lui nei Samaritani.

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