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L’intervista impossibile: Gero Urso ci parla di treni

L’intervista impossibile: Gero Urso ci parla di treni

Buongiorno, Gero, vogliamo congratularci per il successo di “Classic Anthology” la bellissima personale allestita nella Ex Biblioteca di Bresso questo scorso aprile, una mostra che ha percorso la tua storia personale e artistica dal ‘73 ad oggi svelandoci ricordi, passioni, sogni che hanno ispirato e dato vita ai tuoi diversi cicli pittorici: paesaggi mediterranei, il colorato mondo del circo, gli amici animali, innamorati e treni, tanti treni di ogni epoca, dalle vecchie locomotive a vapore ai supermoderni ad altissima velocità di oggi. “Animali e treni: li ho amati da sempre. Seguendo le orme di mio padre, appassionato macchinista, nel 1973 dopo aver vinto un concorso sono entrato anch’io nelle Ferrovie dello Stato, qui a Milano. Consapevole dell’enorme potere della comunicazione, alcuni anni dopo ho chiesto e all’interno della Divisione in cui lavoravo ho avuto la possibilità di creare un’Unità speciale per occuparmi di comunicazione, promozione e pubblicità delle F.S. a livello locale e nazionale, un servizio inesistente fino ad allora nella pubblica amministrazione. Così con un piccolo nucleo di collaboratori fortemente motivati ed entusiasti ho iniziato un interessante lavoro volto a rilanciato l’immagine del treno come mezzo di trasporto affidabile, comodo e di importante valore sociale. Non abbiamo prodotto solo depliant, brochures e manifesti pubblicitari. La nostra fantasiosa “officina creativa” attraverso mostre pittoriche e altre iniziative organizzate proprio negli spazi della Stazione Centrale ha trasformato questa in un originale luogo di cultura e naturalmente di promozione. È stato un periodo travolgente, ho viaggiato moltissimo e visitato tanti paesi per lavoro, ho vissuto esperienze fantastiche, ho incontrato e stretto amicizia con persone di storia e culture diverse, occasioni che mi hanno fatto crescere come persona e come artista”. E alle Ferrovie, sappiamo, è avvenuto anche l’incontro più importante, quello con Anna. Propositiva e instancabile è stata la più preziosa collaboratrice del tuo piccolo team di lavoro, divenendo poi la Musa ispiratrice della tua arte e soprattutto l’amorevole compagna della tua vita. “Sì. Averla incontrata è stata una vera fortuna perché Anna è una persona eccezionale, di grande intelligenza e sensibilità. Mi è stata indispensabile nel lavoro, ancor più lo è nella mia vita. Di un altro incontro avrei anche tanto di cui parlare, di quello con “Sciura”, il micino nero raccolto terrorizzato, affamato e malconcio fra i treni dello scalo merci Farini. I gatti, come sapete, sono un’altra delle mie folli passioni, così quel trovatello è arrivato nella nostra casa prendendone subito possesso, “tiranneggiandoci” e ricambiando le nostre coccole con il suo strano affetto “felino” per ben 30 anni. Una vita lunga la sua e piena di amore… ma questa è un’altra storia.”

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