GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

Dedicato a Carla Fracci

Dedicato a Carla Fracci

Ciao Carlina, come ti chiamava tuo marito Beppe… è trascorso poco più di un anno da quando sei partita per l’ultimo viaggio e voglio dirti che Milano e tutto il mondo ti ha nel cuore! Ti scrivo perché anch’io ho potuto conoscerti da vicino quando andavi in sartoria/maglieria al Teatro alla Scala, dove mia mamma ti sistemava una calzamaglia o un tutù. Sei sempre stata molto aperta con le persone ed abbiamo parlato un po’… Poi io ti ho seguita durante le prove dal loggione del teatro quanto ti preparavi da sola o con Rudol’f Nureev e quei ricordi riaffiorano spesso alla mia mente perché, per me, la danza classica è stato il “primo amore”, ero bambina! Dopo mio padre che cantava nel coro, mio fratello in orchestra con il violoncello e mia madre in sartoria, insomma ho vissuto il tempio della musica “seria” sempre, anche a casa! Il ricordo di te mentre ballavi è talmente vivo, vuoi per le espressioni anche del tuo viso vuoi per la perfezione, la bravura e la leggerezza che era innata in te! Figlia di un tranviere, a dieci anni sei entrata a studiare danza arrivando, negli anni, ai più alti livelli mondiali, una delle étoile più grandi del ventesimo secolo! Carlina ci manchi, la danza continua con altri nomi ma tu rimani un’icona fantastica per la nostra città assieme a Rudol’f Nureev… Non posso inviarti questa lettera ma spero ti giunga il mio immenso affetto e la mia stima, passeranno gli anni ma tu sei entrata nell’Olimpo delle stelle sempre lucenti! Un abbraccio

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