Il Sun Strac al laghetto di Niguarda: il posto più cool dell’estate
Nel giro di soli quattro anni un nuovo locale è diventato un appuntamento consueto per i niguardesi. Si tratta del Sun Strac, il bar-chiosco di fronte al laghetto di Niguarda, all’entrata del Parco Nord. Ha aperto i battenti nel 2018, infatti, e fin da subito ha attirato quantità di frequentatori del parco, ciclisti, skater, pattinatori, runner, famiglie e gente comune. Lockdown o no, infatti, al baretto i clienti non sono mai mancati, sia perché essendo all’aperto la paura del contagio era minore, sia perché è rimasto aperto per tutto il tempo, come sempre, estate e inverno, anche quando altri locali abbassavano le saracinesche, qualcuno anche definitivamente. Naturalmente la vicinanza di un grande parcheggio di interscambio rende più facile per tutti accedervi, anche per chi ha difficoltà motorie. Sicuramente la posizione privilegiata, di fronte al laghetto, ha contribuito al suo successo. Non sembra neanche di essere a Milano, non fosse per i rumori del traffico che comunque arrivano, ma la vista induce alla calma e alla serenità. Ci racconta Massimiliano Bignami, il presidente della società che ha vinto l’appalto per il bar, che arrivare la mattina e cominciare a lavorare con quella vista davanti agli occhi è cosa ben diversa dall’andare in ufficio e apre la mente e il cuore. D’estate poi l’illusione di essere al mare su qualche spiaggia è fortissima: ci sono intere famiglie che arrivano con sdraio e ombrelloni e passano tutta la giornata sulle sponde del laghetto, quasi avessero deciso di trascorrerci le ferie. Per i bambini, poi, è uno spasso: nelle giornate calde passano ore coi loro costumini tra gli spruzzi delle fontanelle divertendosi come matti. Non è solo la fortuna o la posizione indovinata la ragione del suo successo: il Sun Strac organizza anche una quantità di iniziative a ripetizione che ne hanno fatto un punto di ritrovo privilegiato. I concerti all’alba della domenica, patrocinati anche dal Municipio 9, per esempio, che andranno avanti per giugno, luglio e settembre, pur essendo organizzati a orari impossibili, sono sempre frequentatissimi da centinaia di spettatori, anche da abitanti dei comuni limitrofi disposti a sobbarcarsi decine di chilometri in bici per assistervi. E poi eventi sportivi, come maratone non competitive o biciclettate, laboratori per bambini, mercatini km zero o bio, esibizione serale di gruppi jazz, pop o blues nei week end (ormai una tradizione consolidata), pranzi a Ferragosto, spettacoli teatrali (da tener presente quello dell’10 giugno di Atelier Teatro per bambini e non solo – vedi locandina), pranzi e cene di fine anno scolastico e altro ancora. Alcune scelte della loro politica aziendale si sono rivelate particolarmente efficaci: quella di essere sempre aperti, per esempio. Estate e inverno, il bar è aperto sempre, domeniche e festività comprese, con l’unica eccezione del giorno di Natale. E poi la decisione fin dalla sua apertura di essere una realtà “plastic free”, cioè di non usare plastica per stoviglie e posate, ma solo materiali ecosostenibili. Bignami spiega: “Siamo nati così. Non volevamo rifiuti inquinanti e il luogo in cui ci troviamo richiede questa attenzione. Tra noi e la nostra clientela c’è un punto in comune, l’amore per la natura. Il rispetto quindi deve partire da noi come attività per poi sensibilizzare chiunque passi da Sun Strac”. E infatti i risultati si vedono. L’anno scorso il Sun Strac ha organizzato ben 70 iniziative, catalizzando l’attenzione dei frequentatori del Parco Nord, che hanno cominciato a includere il laghetto nelle loro passeggiate e che ormai è diventato un punto d’incontro rituale: un caffè, un gelato, quattro chiacchiere con gli amici e magari assistere a un qualche evento tra quelli proposti, tutti di buona qualità. Ma ci chiediamo da dove provenga questo nome. Sentiamo ancora Bignami: “Perché volevamo dare un accento nostrano anche se con qualche suggestione americanizzante e il dialetto rende perfettamente il concetto. In milanese vuol dire “sono stanco” e quale posto migliore se non un bar in mezzo a un parco? Così è nato il primo bar: davanti a un laghetto artificiale, in mezzo alla natura, il chiosco è un punto di ristoro. I passanti possono fermarsi dalla mattina fino alla sera e ammirare la bellezza che li circonda in totale relax”. Questa idea del relax ha avuto declinazioni anche in alcune iniziative che approfittano della magia del posto per enfatizzare la qualità dell’offerta, come i corsi di meditazione, di Tai-chi o di yoga con la bravissima Federica, anche con l’accompagnamento musicale di un chitarrista. Corsi sempre frequentatissimi, fin dal primo momento. Cinquanta persone per esempio al primo corso di yoga con chitarra. Un successo anche a livello cittadino, visto che molti partecipanti vengono da altre zone o anche da altri comuni. La collocazione della struttura, all’interno del Parco, rende poi la realizzazione delle iniziative molto più facile: pochissima burocrazia e costi contenuti: il consorzio del Parco (proprietario della struttura che ha messo a bando la licenza del bar) sostiene volentieri le iniziative ed è estremamente esigente solo per i problemi ambientali: il laghetto è considerato luogo naturalistico, anche se artificiale, perché si sta sviluppando un piccolo ecosistema vegetale e animale che il Parco vuole giustamente proteggere. Le istituzioni si stanno accorgendo delle potenzialità del posto e c’è un progetto per la fine di settembre – primi di ottobre di un festival delle arti, finanziato dal bando comunale “Milano è viva”: se si vincesse l’idea sarebbe di una trentina di spettacoli di teatro o circensi tutt’intorno al lago per un intero week end, da venerdì a domenica. Sarebbe bellissimo.
