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Torneo Pavoniano: il basket per tutti. Dal 20 giugno via alle sfide sotto canestro

Torneo Pavoniano: il basket per tutti. Dal 20 giugno via alle sfide sotto canestro

Intervista a Carlo Recalcati, grande campione che proprio al Pavoniano ha iniziato la sua carriera cestistica.

Dal 20 al 26 giugno al PalaPavoni, presso l’Istituto Artigianelli in Via Benigno Crespi 30 (ingrasso gratuito), si giocherà lo storico torneo Pavoniano di basket. Nato alla fine degli anni ‘50, il torneo è stato fino agli anni ‘70 punto di riferimento per tutti gli appassionati milanesi e non solo. Su quel campo all’aperto di via Giusti, nel quartiere di via Paolo Sarpi, si sono dati battaglia i più grandi nomi della pallacanestro italiana come Recalcati, Meneghin, Bariviera, Vendemini, Ossola e Marzorati e stranieri del valore di Lienhard, Tillman e Isaac. Squadre di serie A italiane assieme a squadre delle serie minori, poi ancora rappresentative americane che coach McGregor portava in tournee per mostrare giocatori che poi avrebbero fatto fortuna in Europa. Tutto questo grazie al carisma di Fratel Brambilla, un uomo che percorreva i tempi, che guardava al futuro con un’umanità unica e che nel dopoguerra ha avvicinato al basket tanti ragazzi milanesi. Uno di questi è Carlo Recalcati che proprio al Pavoniano ha iniziato una memorabile carriera cestistica fatta di vittorie di scudetti, coppe e medaglie, sia come giocatore che come allenatore. Carlo è anche uno degli organizzatori del torneo che si è tornato a disputare nel 2019. Con lui abbiamo scambiato due chiacchiere sul torneo e su Fratel Brambilla.

Carlo, ci racconti come hai scoperto la pallacanestro? Come giocavano i ragazzi come te nel dopoguerra?

Sono nato nel 1945 in via Guglielmo Pepe, all’Isola. Sei anni dopo con i miei genitori ci siamo trasferiti in zona Paolo Sarpi. Erano gli anni della ricostruzione e i genitori, impegnatissimi con il lavoro, avevano poco tempo da dedicare ai figli. Noi bambini ci divertivamo andando all’oratorio ma anche giocando tra le macerie delle tante case distrutte dai bombardamenti. Giochi anche un po’ pericolosi, come le sassaiole tra bande. Eravamo un po’ discoli. Un giorno con i miei amici abbiamo scoperto in via Giusti il Centro Giovanile Pavoniano che, oltre ad essere pensionato per gli studenti orfani che frequentavano la scuola degli Artigianelli, aveva i campi da bocce, calcio e basket

E subito conosci Fratel Brambilla…

Era l’anima sportiva – religiosa del centro giovanile. La parte cestistica era curata da Arnaldo Taurisano (uno dei più grandi allenatori italiani ndr) che nel 1957 ha organizzato la prima leva cestistica. Tutti i miei compagni si sono iscritti mentre io ho potuto farlo solo l’anno dopo in quanto non avevo ancora 13 anni. Da quel momento siamo stati sotto controllo di Fratel Brambilla che con la sua Moto Guzzi Galletto pattugliava le vie del quartiere per verificare che non facessimo danni e che magari non andassimo al cinema a vedere film troppo osé. Inoltre organizzava il nostro tempo libero, grazie a lui abbiamo potuto andare in vacanza al mare a Genova e poi anche a Venezia. Nasce quasi subito il Torneo Pavoniano Credo che fosse il 1958 oppure l’anno successivo. Era l’unico torneo estivo milanese. La grande intuizione di Fratel Brambilla e Taurisano è stata quella di far giocare squadre di serie minori rinforzate da giocatori di serie A. Subito parteciparono formazioni forti come Cantù, Varese, e Vigevano. Successivamente anche Olimpia e Pallacanestro Milano.

Nel 2019, dopo tanti anni, il torneo è tornato. Qual è lo spirito di oggi?

Grazie a Fratel Brambilla e al Centro Giovanile Pavoniano ho vissuto in prima persona i principi di inclusione, partecipazione e solidarietà. Gli stessi che, tornando al dopoguerra, i cittadini del quartiere di Paolo Sarpi hanno condiviso per accogliere la comunità cinese appena arrivata. L’obiettivo è di trasportare questi principi al torneo di oggi. Oltre al torneo senior, all’incontro femminile e al torneo 3vs3 la manifestazione prevede infatti incontri di Baskin (basket inclusivo) e Over Limits dove giocatori normo dotati condivideranno la gioia di giocare insieme a giocatori diversamente abili. Ci saranno inoltre incontri tra squadre composte da giocatori in età matura. Il torneo vuole lanciare un messaggio: lo sport può essere praticato da chiunque senza limiti di età, sesso e condizione fisica. Per qualsiasi info sul torneo consultare la pagina facebook Pavoni Story.

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