Brudies Milano, in piazza San Giuseppe molto più che un negozio

Immaginatevi un locale nuovo ma con arredamento ricercato e vintage (proprio come il suo pavimento, autentico e, per questo bellissimo), ricco di vinili, fanzine e poster per gli amanti del retrò. Immaginatevi ora uno shop popolare presso cui è possibile acquistare, a prezzi abbordabili, capi d’abbigliamento di marca perché di seconda mano. E ancora, visualizzate una factory, dove la sera alcuni dj mettono dischi, gli artisti possono esporre le loro opere, gli scrittori presentare i loro libri e chiunque può acquistare prodotti per dipingere. Infine, pensate a un coworking, dove studiare, lavorare, sorseggiare una bibita mentre ci si rilassa leggendo un libro e facendo quattro chiacchiere o ciò che si preferisce. Ebbene: e se vi dicessimo che tutti questi posti sono in un unico luogo, in piazza San Giuseppe 10, in quello che tutti ormai conoscono come Brudies? Sì, perché questo posto magico, pensato per i giovani del quartiere e vero centro di aggregazione aperto alla cittadinanza, ha aperto nel marzo del 2022 proprio qui, dove di rado esercizio commerciale fa rima con socialità. Brudies, invece, fin da subito si è da subito dato un obiettivo: proporre uno spazio nuovo in cui incontrarsi, parlarsi, scambiarsi opinioni, il tutto in compagnia dell’arte e della cultura. Merito del proprietario, Matteo Guastoni (per tutti Rufus), a cui abbiamo rivolto qualche domanda. Come mai hai scelto il nome Brudies? Cosa significa? Brudies è la crasi tra due termini anglosassoni, “brothers”, che significa fratelli, e “rudies”, a sua volta contrazione di “rudeboys”. I rudeboys erano i giovani che vivevano in Ja-maica e nel Regno Unito a partire dalla seconda metà degli anni sessanta del secolo scorso. Ragazzi che vivevano la strada, con le sue regole a volte un po’rudi appunto, ma che in realtà furono anche i creatori e di protagonisti di quelle mode, di quelle culture, di quei generi musicali che moltissimi giovani e meno giovani ancora oggi ascoltano e seguono. Perché piazza San Giuseppe? Devo essere sincero o vuoi una risposta poetica? In verità è stato un caso. Io non ho legami con questa zona, sono nativo dell’est milanese e vivo in provincia, ho partecipato ad un bando di concorso del Municipio 9 per uno spazio in regime di affitto calmierato, ho presentato un progetto che è piaciuto e mi ha dato il punteggio in graduatoria necessario ad acquisire lo spazio. Però dal giorno in cui ho firmato il contratto di locazione e sono venuto qui ad iniziare i lavori di ristrutturazione dello spazio ho ricevuto molti apprezzamenti da parte degli abitanti del quartiere e da chi fruisce della zona, come gli studenti di UniMiB. Quali sono i prossimi eventi che ci aspettano? Nuove mostre di artisti legati alla street art, al muralismo ed all’aerosol art, nuove presentazioni di libri dopo quella di metà giugno, andata molto bene. Ma soprattutto una presenza costante nella vita della piazza e del quartiere, di cui mi piacerebbe diventare un punto di riferimento. Cosa sogni per quando Brudies diventerà grande? Un negozio sempre pieno, ma non solo nel senso strettamente commerciale del termine. Un luogo dove andare a far compere, sì, ma dove perdere del tempo (o meglio di dare qualità al proprio tempo), che contrasti lo shopping mordi e fuggi, dove entri/scegli/paghi/scappi. Vorrei raccontare, e farmi raccontare, la storia legata ad un capo di abbigliamento o di modernariato, i particolari su chi suona in un determinato disco, di aver visto dipingere dal vivo un mostro sacro del writing. O anche solo sentire, davanti ad una birretta, le maledizioni al datore di lavoro di chi magari ha avuto una brutta giornata.