La manifestazione pro-Scarioni, bene pubblico confiscato alla città

“Piscina Scarioni di Milano: un bene pubblico confiscato alla città!”. Così apriva un comunicato divulgato da un gruppo di abitanti del quartiere che lo scorso 18 giugno si è ritrovato davanti all’ex stabile balneare di via Valfurva per protestare circa lo stato di abbandono e degrado in cui verte l’intera struttura, sottratta, così, alla comunità. Una dimostrazione simbolica, giocata a suon di bikini, gonfiabili e cartelloni sbeffeggianti appesi alle porte chiuse della piscina, ma anche un modo per farsi sentire, chiedere alle istituzioni di riportare al centro delle proprie agende la questione e sottoporre idee interessanti per il futuro (si spera più roseo di adesso) della Scarioni. Davide Marchesi, studente 16enne e giovane abitante del quartiere, ha per esempio proposto di usare lo spazio come luogo di aggregazione, pubblico e aperto a tutti, per i giovani del rione. Simona Fregoni, ex presidente della commissione Case popolari del Consiglio di Zona 9, ha invece consigliato, in attesa che i lavori possano riprendere, di riaprire almeno il bar dello stabile: si tratterebbe, nelle sue parole, di uno spazio deputato a eventi culturali che potrebbe vivere di vita propria. In generale, la richiesta più forte è stata quella di potere aprire un dibattito pubblico per permettere a tutte le parti in gioco di conoscersi, confrontarsi, parlarsi e progettare in maniera congiunta i next step. È d’accordo Jonathan Chiesa, Sinistra Italiana Municipio 9, che assieme a tutto il circolo Restiamo Umani dice una cosa su cui non possiamo che essere d’accordo: “Si parla tanto di città di 15 minuti, concetto urbano residenziale in cui la maggior parte delle necessità quotidiane dei residenti può essere soddisfatta spostandosi a piedi o in bicicletta direttamente dalle proprie abitazioni: ebbene, anche, soprattutto le piscine comunali rientrano in questo modo nuovo di immaginare i nostri centri urbani. Le piscine sono, prima di tutto, un bene pubblico, un servizio per i cittadini, che a loro deve essere fornito in maniera impeccabile e a prezzi sostenibili”.