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“La parola” di Maristella

“La parola” di Maristella

Ècon grande gioia che rivedo, dopo l’articolo del settembre 2019, Maristella Maggi, insegnante per professione e scrittrice per passione e così si racconta: “Sono stata sui banchi di scuola dai 6 ai 62 anni, e ora che di anni ne ho 65 la passione per la scuola, la scrittura, il confronto e il dialogo non è ancora terminata. Mi muove l’amore per la relazione interpersonale e per la parola, questo mezzo potentissimo e pacifico che con la sola forza della sua sonorità, opera meraviglie. E proprio la parola è l’elemento che mi porta ad incontrare le classi che hanno letto i miei libri/testimonianza* su quel periodo buio della Storia, che è stato quello delle deportazioni razziali e dei campi di concentramento. Sì, perché la parola, il parlare di ciò che è stato salva. Salva dalla dimenticanza, salva dal buio del nulla, restituisce alla nostra coscienza di uomini tutta la grandezza tragica di un crimine orrendo perpetrato ai danni dell’umanità, ne definisce i contorni disumani, ma non già per portarci a condannare e ad odiare, no, semmai per salvarci dal rischio di dimenticare il grande valore che ogni persona porta in sé, per creare in noi oggi, nel presente, un profondo bisogno di umanità, talmente forte, talmente sentito da divenire impegno e forza contro qualsiasi forma di male, di sopraffazione, di emarginazione, di dimenticanza. La parola salva e illumina, colloca nella giusta luce ciò che è stato e ci indica la strada da percorrere nel presente, una strada di ascolto, di disponibilità e di Pace”. Maristella Maggi, Quando si aprirono le porte, La Spiga edizioni – Maristella Maggi, E il vento si fermò ad Auschwitz, La Spiga edizioni – Maristella Maggi, Mai più, La Spiga edizioni.

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