Piscina Scarioni: un po’ di storia
Cedimenti, vasche rotte, crepe, buche nel terreno e chi più ne ha più ne metta fanno della Scarioni uno dei buchi neri della zona. Della Scarioni “Zona Nove” si è occupato sin dalle sue prime uscite, raccontando lo stato di abbandono, l’incendio che l’ha messa a dura prova, la riqualificazione a dir poco imbarazzante della Giunta Albertini e lanciando, in un articolo di Luigi Allori, l’idea di farla diventare un centro sportivo fruibile tutto l’anno. Era l’aprile 1994, quando “Zona Nove” titolava “Nuo-tiamo in piscina coperta… e poi pattiniamo, andiamo in palestra, passeggiamo nei giardini, andiamo per negozi: insomma, godiamoci questa grande struttura ricreativa e sportiva pubblica per tutto l’anno”. Rammentiamo che, dopo anni di abbandono e un incendio di non poco conto, la Scarioni nel 2003 venne riaperta con il memorabile tuffo dell’allora sindaco Gabriele Albertini, dopo una manutenzione straordinaria costata la bellezza di 12 milioni di euro, che non prevedeva un utilizzo dell’impianto tutto l’anno come suggerito dalla nostra petizione. Ma il peggio doveva ancora palesarsi: da subito si evidenziarono alcuni problemi come le scalette che si rompevano (per informazioni rivolgersi all’ex Sindaco Gabriele Albertini che rischiò di rompersi l’osso del collo), i depuratori che non funzionavano, l’impermeabilizzazione del fondo vasca che faceva… acqua, il bordo vasca non all’altezza della sua funzione, il nuovo edificio costruito per rendere il centro polifunzionale non adatto ad ospitare il bowling e un ristorante come previsto dal progetto. Insomma una ristrutturazione costosa e dai risultati imbarazzanti. La piscina ha comunque riaperto, con le nuove strutture in molte parti inutilizzate. Ovviamente al termine di ogni stagione estiva il centro tornava ad essere un luogo inutilizzato, oggetto anche di diverse occupazioni abusive. Stagione dopo stagione la Scarioni ha subito le ingiurie degli anni che hanno sensibilmente peggiorato il suo stato di forma, nonostante gli interventi tampone da 40/50 mila euro che ogni anno venivano fatti per riaprirla. Fino al 2019 quando il Comune di Milano ha deciso la chiusura per palese inadeguatezza e pericolosità. Ora speriamo che con il nuovo progetto di riqualificazione ricominci a vivere.
