Università Milano Bicocca. Scoperto il segreto del meccanismo dell’enzima che elimina CO dall’aria

Con circa 90mila decessi prematuri all’anno attribuibili all’inquinamento atmosferico secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) l’Italia oggi si pone al primo posto in Europa. Le patologie dell’apparato cardiovascolare rappresentano infatti la prima causa di morte nel nostro paese e a queste seguono le patologie dell’apparato respiratorio. Ancor più allarmante lo studio realizzato da ricercatori dell’Enea, l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile: a Roma e a Milano nel 2050 la mortalità causata dai cambiamenti climatici e dalla cattiva qualità dell’aria aumenterà rispettivamente dell’8% e del 6%. Non c’è tempo da perdere, bisogna agire in fretta per ridurre l’inquinamento atmosferico. Uno dei più temibili nemici è il CO, il monossido di carbonio, un gas presente nell’aria sia per fonti naturali che per emissioni antropiche. Oggi l’attività umana è responsabile di circa il 60% di tali emissioni. Al di sopra di una certa concentrazione per l’uomo è altamente tossico in quanto, legandosi saldamente allo ione del ferro nell’emoglobina del sangue questo gas riesce a impedire il trasporto di ossigeno nel sangue. Il CO inoltre ricopre un ruolo importante anche nella formazione dell’ozono e nell’aumento dell’effetto serra, responsabili della qualità dell’aria e dei mutamenti climatici. Come fare per eliminare o almeno diminuire il CO nell’atmosfera? La scoperta che un particolare enzima contenente molibdeno e rame chiamato MoCu Co deidrogenasi può trasformare il monossido in biossido di carbonio, cioè in anidride carbonica, CO2, era già noto da circa vent’anni ai ricercatori che però fino ad oggi non erano riusciti a scoprire il segreto del suo funzionamento e a comprenderne il meccanismo. Di enorme interesse è quindi lo studio italo svedese guidato dal professor Claudio Greco, vicedirettore del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università di Milano Bicocca, che ha consentito di comprendere in dettaglio in che modo l’enzima MoCu Co deidrogenasi trasferisce dall’acqua un atomo di ossigeno trasformando il monossido in biossido di carbonio e come la CO2 così prodotta venga poi utilizzata dagli stessi batteri e quindi non rilasciata nell’atmosfera. L’anidride carbonica presente nell’aria è infatti responsabile al 70% del surriscaldamento globale. “La scoperta del funzionamento di questi enzimi – spiega il professor Greco – rende possibile progettare composti che funzionino nello stesso modo e che potrebbero essere impiegati sia in sensori di nuova generazione sia per la riduzione delle emissioni di questo gas in processi industriali”. Un risultato che apre nuove prospettive per arginare un problema che già oggi è un’emergenza.