Non si può fare a meno di tornare con il pensiero agli stessi momenti vissuti nei due anni precedenti. Quante cose su cui pensare, riflettere, rimuginare, magari con un leggero sorriso o, molto più probabilmente, con una smorfia di tristezza. Pensieri che ognuno ha nella propria testa, ammucchiati negli angoli più lontani, più nascosti. Sì, sono proprio personali e che restino lì! Finito il gran caldo torniamo al nostro Parco, l’occhio che si spaventa nel vedere quello che resta dei nostri prati verdi. Terra cotta, bruciata e se c’è un refolo di vento ecco alzarsi un polverone come nel Sahara. Le giovani piante, messe a dimora l’autunno scorso, sono in sofferenza, sembrano domandare quale futuro le aspetta. Difficile dare una risposta. Abbiamo davanti agli occhi le risaie secche, i campi di granoturco con le piante triturate per fare mangime o strame. Da noi di pioggia non se n’è vista! Giriamo lungo le siepi, buttiamo l’occhio verso il laghetto e ci prende un po’ il magone nel non vedere più la nostra mascotte bianca. Ecco, a dire il vero un’attrazione per i piccoli e per i grandi c’è ancora, l’Airone grigio. Meno male che almeno lui è rimasto tra i Germani reali, le Gallinelle d’acqua ed alcuni Tarabussini. Siamo a settembre, continuiamo ad ascoltare le previsioni del tempo che proseguono a raccontarci che pioverà, come hanno fatto per tutta l’estate, questa volta però speriamo sia quella giusta!