Telescopio Bicocca: a Milano il primo osservatorio pubblico sullo spazio celes

Dallo scorso 1° luglio la città di Milano ha il suo primo osservatorio spaziale pubblico, un Telescopio Ritchey-Chrétien da 400 mm. di diametro posizionato all’interno di una cupola bianca che da alcuni giorni, se alziamo lo sguardo, possiamo scorgere sul tetto lato sud dell’edificio U9 “Koinè” dell’Università Milano-Bicocca. Lo ha donato alla città l’Unità di Astrofisica del Dipartimento di Fisica dell’Ateneo, un team di professori e ricercatori noti a livello mondiale per i loro studi in tre aree scientifiche, cosmologia, studio delle strutture cosmiche e delle onde gravitazionali. Impegnati in progetti di ricerca internazionali, i componenti del team possiedono una profonda conoscenza dell’uso dei più grandi telescopi al mondo tanto che saranno tra i primi a utilizzare i dati raccolti dallo James Webb Space Telescope, il telescopio spaziale per l’astronomia a raggi infrarossi nato dalla collaborazione tra la Nasa, l’agenzia spaziale statunitense, quella europea, l’Esa e quella canadese, la Csa. Inviato nello spazio il 25 dicembre del 2021 il Telescopio Webb, il più grande e potente mai realizzato, grazie a tecnologie di progettazione d’avanguardia ha aperto nuovi orizzonti che amplieranno in modo significativo le conoscenze. L’Unità di Astrofisica dell’Ateneo sta inoltre lavorando su quattro progetti di ricerca finanziati non solo da vari Enti italiani ma anche dall’European Research Council, l’organismo dell’Unione Europea che finanzia i ricercatori d’eccellenza. L’idea del Telescopio Bicocca – spiegano i ricercatori – nasce con l’intento di offrire “un nuovo sguardo sul cielo di Milano” non solo alla comunità accademica ma a tutta la cittadinanza. “Nonostante il cielo della città – rassicura Mario Zannoni uno dei ricercatori protagonista insieme ai colleghi di questa iniziativa unica per Milano – possiamo osservare dalla Bicocca pianeti come Venere, Marte e Giove e studiare colori e luci che arrivano dagli oggetti dell’universo, stelle e galassie. Inoltre con il piccolo telescopio annesso potremo scorgere anche le turbolenze e le macchie sulla superficie del Sole”. Una splendida possibilità per tutti. il Telescopio potrà essere infatti utilizzato dagli studenti del corso di laurea magistrale in Astrophysics and Space Physics, in lingua inglese, per osservare il cielo, studiare, sperimentare e analizzare dati. Ma non solo. Finito il necessario rodaggio, dal prossimo autunno verranno lanciate proposte per le scuole di ogni ordine e grado, corsi di alternanza scuola-lavoro e attività di orientamento universitario. Anche il pubblico sarà coinvolto in programmi di “citizen science”, sono infatti in cantiere laboratori e progetti propedeutici alla ricerca per tutti coloro, grandi e piccoli, che desiderano alzare lo sguardo alle meraviglie celesti. “Noi – afferma la rettrice Giovanna Iannantuoni – come ateneo pubblico puntiamo a diffondere nella società anche l’importante valore dell’esperienza scientifica. Per farlo cosa c’è di più poetico e significativo dell’osservazione della volta celeste sopra di noi?”