In uno dei tanti articoli celebrativi dei trionfi mondiali ed europei dei nuotatori azzurri si raccontava che le prime medaglie olimpiche nella storia del nuoto italiana sono state conquistate da Novella Calligaris a Monaco 1972: argento nei 400 stile libero e due bronzi, 800 stile libero e 400 misti. Nel pezzo, per far meglio comprendere l’impresa eccezionale di Novella, si sottolineava come l’Italia di quel periodo avesse “meno piscine della sola Budapest”. Questo dato relativo alla scarsità di piscine nel nostro paese all’inizio degli anni ‘70 ci è tornato in mente quando i primi di agosto abbiamo trovato il cancello serrato della piscina Suzzani. Il sito di Milanosport in effetti indicava la chiusura dell’impianto dal 31 luglio al 4 settembre. Proviamo allora con la piscina Murat, ancora peggio, chiusa dall’8 giugno al 18 settembre. Motivazioni ufficiali non sono mai state comunicate ma è quasi certo che le chiusure siano dovuto al contenimento dei costi da parte del Comune di Milano. Sappiamo benissimo che il Covid e l’attuale crisi energetica hanno avuto un forte impatto sulle casse comunali e la coperta sia sempre più corta, ma troviamo che l’accanimento dei tagli, in una zona già priva da molti anni della Piscina Scarioni, sia eccessivo. Magra consolazione, in una delle estati più calde di sempre, l’apertura della sola piscina Iseo in una zona che conta oltre 180 mila abitanti.