L’angolo di Don Giuseppe Buraglio: Quando la libertà è una trappola
Èl’istinto tipicamente umano quello che ci porta a desiderare e a ricercare quanto più ci accomoda. Quanto più ho, tanto più desidero e ricerco. E se qualcuno o qualcosa mi pone degli ostacoli mentre cerco di realizzare i miei sogni, spunta quella pretesa estrema che chiamo, senza pudori e distinzioni, libertà. Perciò il mio vivere non è più ricerca di quello che incrementa la mia umanità, i valori condivisibili, lo stile del vivere con gli altri più proteso al dare che al ricevere. Il mio vivere diventa, inesorabilmente, un volermi staccare da ogni impedimento per realizzare me stesso, secondo i canoni del più puro egoismo ed egocentrismo. Sì, è vero, sto esagerando! Detto così, è veramente una catastrofe. Però, diciamocelo in tutta sincerità, la tendenza è forte, la spinta è grande. Il rischio di una deriva dell’io verso l’io-perme- stesso è tutt’altro che teorico. Sciogliere qualsiasi laccio che mi impedisce di andare dove voglio, qui e adesso, in ogni istante, porta con sé il pericolo di eliminare qualsiasi riferimento di tipo etico-morale, facendomi scivolare verso l’autocondanna all’isolamento, all’edonismo, all’anti-umano. Il rispetto di norme che regolano lo svilupparsi del mio esistere, giorno dopo giorno, mi produce la sensazione di un rallentamento della mia autorealizzazione; a lungo andare, però, capisco che il fluire ordinato della mia vita, pagato a prezzo di una pazienza al momento pesante, non fa che crescere le mie opportunità e volgermi verso una costruzione del mio carattere di più grande valore. Quella libertà che il Signore ci dà è perciò una libertà per qualcosa di più; non è la semplice assenza di costrizioni che ci impediscono di fare quello che vogliamo. Il Popolo di Israele fu liberato dalla schiavitù egiziana per poter servire il suo Signore, non semplicemente per sollevarlo da una situazione iniqua. Anche la libertà di cui possiamo godere deve aprirci al meglio; se non è così, diventa una trappola che ci imprigiona nella nostra mediocrità.
