Cari lettrici e cari lettori, dopo due mesi di pausa, Zona Franca ritorna a voi, con un articolo sulla sclerosi multipla o a placche o disseminata o a focolai. Nel 1976 era una malattia rara in Italia e nei paesi mediterranei, molto frequente nei paesi dell’Europa centrale e settentrionale. È una grave malattia cronica del sistema nervoso centrale che colpisce preferibilmente l’età giovane e adulta (tra i 20 e i 40 anni). Grazie alla ricerca si è fatto tanto e tutti dobbiamo sostenerla. Sono sensibile e attenta a questa malattia perché a distanza di tanti anni oggi ci sono molti pazienti con questa patologia. Ne parlo personalmente da vicino perché sono nella nostra zona. La cara Selene, che l’unico suo figlio Lorenzo che oggi ha 60 anni, sono diciannove anni che ha la sclerosi multipla secondaria, vive sulla carrozzina ma Lorenzo è un tifoso interista e ogni volta che gioca l’Inter qualcuno lo accompagna a vedere la partita. La vecchia amica di lavoro Anna che da tanti anni ha il figlio Roberto di 58 anni che vive sulla carrozzina con una sclerosi multipla progressiva. Quanto siamo solidali con gli altri? Anna oggi è una madre distrutta perché il suo primogenito di 68 anni, in trenta giorni a luglio un tumore l’ha portato via. Ho due nipoti, Pamela di 43 anni e non aveva vent’anni quando si è ammalata ma con tante forze e amore ha voluto sposarsi e avere un figlio che adesso ha quattordici anni. È sempre in cura ma oggi la ricerca fa tanto. Mia nipote Sara di 48 anni, sono cinque anni che ha la sclerosi multipla, ha due figlie, una di quindici e l’altra di dieci anni. È maestra di asilo e non è facile lavorare con questa malattia che ti accompagna. Per ultimo vorrei soffermarmi su Silvia, oggi lei ha 55 anni, si è ammalata di sclerosi multipla a ventisei anni, pochi mesi dopo aver partorito suo figlio Giancarlo. Sono stata a trovarla a luglio, quando le temperature erano alte, quasi 35 gradi, non ha un condizionatore ma un grande ventilatore rinfrescava la camera. È distesa sul letto e viene imboccata lentamente e deve sempre bere acqua ghiacciata. Chi è Silvia? Silvia è una santa vivente, una fede che va oltre la malattia e la coroncina che sempre le tiene compagnia. Sorride sempre e ha una tale accettazione della malattia che è lei che da conforto a chi le sta accanto. Grazie a sua mamma Maria che tutti i giorni va ad assistere sua figlia con l’aiuto a turno di Daniela e Concetta. Ed è proprio la sorella Daniela che ieri al telefono felice mi ha detto: “Sai Silvia con Unitalsi è andata a Lourdes e sembra che stia un pochino meglio”. Mi sembra di vederla a Lourdes perché ogni volta che parla del Signore e della Madonna le si illuminano gli occhi. Ecco cari lettori, ho parlato di questa malattia perché sono situazioni che ci appartengono,