A Villa Clerici una sala straboccante per NiguardaMi: Un contributo dei giovani per scoprire Niguarda

La cultura non è la prima cosa che viene in mente quando si pensa al quartiere di Niguarda. L’ospedale, la Resistenza, il movimento cooperativo magari, ma non la cultura. Eppure un gruppo di studenti del Liceo Cremona deve aver pensato che fosse necessario andare un po’ più a fondo della questione. E ha dato vita a una ricerca, negli anni scorsi, sulle esperienze culturali del quartiere. Si è trattato di un lavoro svolto da una classe durante l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro. Alcuni di questi ragazzi e ragazze oggi sono giovani universitari, qualcuno in giro per l’Europa col programma Erasmus. Non si sono però dimenticati di questa ricerca e, su iniziativa del direttivo del Circolo Rigoldi del Partito Democratico, l’hanno ripresa, approfondita coordinati da Ornella Scandella e trasformata in un prodotto multimediale, anche con un supporto del filmmaker Gabriele Ruggi. Tutto questo lavoro è stato presentato dagli stessi autori – Ettore Conti, Sofia Cecchetto, Edoardo Silva, Alice Velicogna e Lara Zamuner, con l’aiuto di Giulio Cai -, sabato 15 ottobre nella cornice maestosa della Villa Clerici, di fronte a una folla strabocchevole, tre o quattro volte maggiore di quanto non ci si aspettasse. L’evento è stato battezzato NiguardaMI, con un gioco di parole. Tutti i materiali prodotti verranno integrati nel progetto Radici, in via di svolgimento da parte di un partenariato locale con capofila il Teatro della Cooperativa. La presentazione ha preso in esame cinque realtà del quartiere: l’ospedale (il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, com’è chiamato oggi), la Villa Clerici, il Teatro della Cooperativa, l’Ecomuseo e il Centro Culturale della Cooperativa. Sono stati proiettati dei filmati, brevi ma intensi, ciascuno dei quali dedicato a una delle cinque realtà, e seguiti da un commento di uno studente o studentessa del gruppo (qualcuno anche collegato via Zoom dall’estero). Ciascun filmato presenta un’intervista al responsabile della realtà, arricchita da immagini e filmati della sede e dell’attività culturale svolta. Nel caso dell’Ospedale è stato proiettato un interessante video realizzato a cura della stessa Amministrazione. Ne è scaturito un quadro vitale e ricco, non privo di sorprese e di scoperte. Come, ad esempio, l’ampia collezione di dipinti e sculture dell’ospedale, frutto di lasciti e donazioni, del tutto sconosciuta ai più. O come l’impegno in questo settore della Cooperativa Abitare, che ha nel suo statuto l’indicazione di valorizzare la crescita culturale dei propri soci e per far questo ha creato e sponsorizza sia il Teatro che il Centro Culturale della Cooperativa e la loro vulcanica programmazione. Ma si è anche avuto modo di evidenziare la collezione di arte sacra dei contemporanei della Villa Clerici, una delle più importanti d’Italia, in un momento in cui l’arte non si rivolge più ai soggetti religiosi, come un tempo, e che pure produce opere straordinarie spesso sconosciute. E che dire dell’Ecomuseo e della sua meticolosa raccolta di storie, personaggi, luoghi, leggende, oggetti che conservano la memoria di un passato che altrimenti andrebbe perduto? Hanno voluto portare il loro saluto anche Anita Pirovano, presidente del Municipio 9 e Tiziana Elli, assessora alle politiche giovanili. La presentazione si è conclusa in musica, con l’esibizione del giovane violoncellista kazako Rustem Smagulov, molto bravo, che ha eseguito brani di Bach. Ripensando all’evento ci vengono spontanee alcune considerazioni. La prima e più importante è la capacità di questi giovani di produrre un lavoro di qualità, in un momento in cui non si fa altro che dubitare della preparazione alla vita attiva delle nuove generazioni. Poi di quanto ricca e ancora da scoprire sia Niguarda e quanto interesse la sua storia susciti ancora. E infine quanto importante sia valorizzare e dare senso a questo patrimonio nella costruzione di una identità locale, premessa per una coesione sociale più efficace, utile a raggiungere obiettivi senza lasciare indietro nessuno.