Covid 19: siamo in piena convivenza con il virus, ma non scordiamoci l’antinfluenzale

Dottor S.M., gli esperti dicono che Il Covid non è ancora sconfitto, ma da mesi la pandemia fa sempre meno danni e avanza verso la cosiddetta endemia, la convivenza con il virus. Due i segnali che fanno ben sperare: i contagi crescono, ma tra immunizzazioni e persone già infettate, si diffonde con meno intensità come si vede in questa mini ondata di ottobre che già, dopo 4 settimane, ha cominciato la discesa. E poi i ricoveri crescono, ma molti pazienti scoprono la positività con un tampone in ospedale dove si trovano non per il Covid, ma per altre ragioni. Qual è la sua opinione? Ha le stesse sensazioni guardando al suo campione di assistiti?

Siamo entrati sicuramente in una fase di convivenza con il virus. Questo non vuol dire che il virus è sconfitto, né dobbiamo dimenticare quello che è successo in questi due anni in termine di vite umane e di sacrifici da parte di tutti. Ad oggi stiamo osservando un lieve incremento dei casi, nell’ultima settimana di ottobre ho registrato circa una decina di nuovi casi a cui si aggiungono persone che fanno tamponi a domicilio senza venire registrati nel portale della Regione. Sia ben chiaro nulla a che vedere con il Covid di un anno fa, grazie all’immunizzazione che si è creata tra persone vaccinate e persone che hanno contratto l’infezione.

L’unica variabile, non preventivabile che potrebbe sparigliare le carte, è una nuova variante più patogena. Ci sono segnali in questa direzione?

Di varianti nuove ne usciranno sicuramente. Per ora non ci sono segnali certi di una maggior pericolosità delle nuove varianti; gli esperti dicono che qualcuna potrebbe “bucare” il nostro scudo immunitario anche se è difficile fare previsioni certe per ora.

Come stanno procedendo le quarte dosi? E l’antinfluenzale? Rammentiamo presso quali strutture ci si può recare per farsi inoculare il vaccino.

Posso dire che tra i miei assistiti c’è stata una spinta nelle ultime settimane con l’uscita del vaccino modificato per le nuove varianti. Non dimentichiamoci quest’anno, soprattutto per anziani e fragili, dell’antinfluenzale. Negli ultimi anni anche grazie all’uso diffuso delle mascherine il virus influenzale è circolato poco. Quest’anno c’è da prevedere un incremento dei casi. La vaccinazione antinfluenzale si può effettuare nello studio del proprio medico di base, se questo aderisce alla campagna di vaccinazione antinfluenzale, oppure nei centri vaccinali e nelle farmacie di zona aderenti.

Si inizia già a parlare di quinta dose: non le sembra che si sta un pochino esagerando? Ormai il nostro corpo, dopo tre o quattro dosi, dovrebbe avere capito come è fatto il Covid e come si fa a combatterlo. Dovremo abituarci a nuovi vaccini modificati secondo le nuove varianti, come succede in pratica per l’antinfluenzale. Molti pazienti anziani (over 80) hanno fatto la IV dose prima dell’estate ed a questi rivolgo l’invito alla quinta dose con il vaccino modificato, così come ai pazienti fragili con immunosoppressione.

Lei non è pediatra, ma le notizie nell’ambiente medico girano: le scuole sono aperte da quasi due mesi ed il virus sembra non fare particolari danni. Tra dosi pediatriche, per adulti (over 12 anni) ed infezioni i nostri ragazzi sembrano ben attrezzati ad affrontare il virus e quindi basta ulteriori dosi? È sufficiente un po’ di distanziamento e ricambio dell’aria in aula? Tanto poi i ragazzi si assembrano (giustamente) fuori dai plessi scolastici e praticano sport di squadra anche in luoghi chiusi…

Non essendo pediatra non ho il polso della situazione contagi in quella fascia di età. Comunque in linea di principio ritengo giusto quello che scrive nella sua domanda: di sacrifici i nostri ragazzi ne hanno già fatti, dimostrandosi molto attenti e collaborativi nei periodi più bui della pandemia.