Essere genitori e crescere nell’era della globalizzazione: il giusto equilibrio tra regole, sollecitazioni e sostegno della creatività

Essere genitori oggi è un’impresa che richiede di mettersi costantemente in discussione. I modelli educativi tradizionali acquisiti dai nostri genitori si basano sulla divisione dei ruoli e delle generazioni, e su un insieme di regole consolidate dalla routine. Tuttavia gli esperti di educazione ci ricordano che dobbiamo lavorare sul dialogo intergenerazionale e sulla valorizzazione dell’identità di ciascun figlio, nella sua unicità. Nella confusione della città metropolitana dobbiamo proteggerli ma dobbiamo anche stimolarli e mettere a loro disposizione opportunità di apprendimento e sperimentazione. E se qualche opportunità gli sfugge possono perdere importanti occasioni? Essere adolescenti oggi è un salto nel vuoto: possiamo sperimentare tutto oppure niente, ci sono così tante opportunità che ci confondono, e a volte ci immobilizzano. Facciamo fatica a scegliere: in un momento della vita in cui non abbiamo ancora chiaro chi siamo, come decidere cosa fa per noi e cosa no? Come capire chi vogliamo e chi possiamo diventare? I nostri mondi comunicativi, i nostri interessi, le nostre reti di relazione sono così diverse da quelle degli adulti che questi proprio non riescono né a comprenderci né a consigliarci. Ci guardiamo gli uni gli altri con sospetto: i genitori con la loro preoccupazione di trovare il mix educativo giusto sembrano così distanti ai figli. Concentrati sulle cose e non sulle persone, preoccupati del futuro tanto da non considerare abbastanza importante il presente, con l’ossessione di chi dobbiamo diventare tanto da non trovare il tempo di vedere chi siamo già. I figli agli occhi dei genitori sembrano svogliati, statici, privi di entusiasmo se non per cose futili, persi in un mondo virtuale che gli adulti non riescono ad vedere come un sistema relazionale nuovo ma reale. Il mondo è cambiato così in fretta che generazioni vicine si sono trovate ad essere troppo diverse, e non riescono a comunicare, a condividere progetti e sogni. Ciò che sta intorno a noi è così vario e mutevole che ci confonde, e le persone che sono intorno a noi sono invece sempre pronte al facile giudizio, alla critica, alla condanna. Perché la routine è rassicurante e la novità fa paura. Ma c’è davvero un modo giusto ed un modo sbagliato di essere genitori? E c’è un modo giusto di crescere, o un tempo giusto per farlo? O forse dobbiamo trovare la nostra soluzione, non standardizzata ma personalizzata? Di fronte alla confusione e alle insicurezze il supporto di un terapeuta competente può essere importante. Brevi percorsi di sostegno alla genitorialità, di consulenza familiare o di sostegno all’adolescenza sono sufficienti per ritrovare l’entusiasmo di camminare insieme verso un futuro felice.

Eleonora Riva – Psicologa e Psicoterapeuta – Studio Psicologia e Salute, via Ornato 7 – www.eleonorariva.it – eleonora.riva75@gmail.com – 3397244401