Quando l’abitare diventa azione di accoglienza ed inclusione

I valori cooperativi al servizio delle emergenze sociali e umanitarie in corso

Gianluca Alfano – Consigliere Abitare Società Cooperativa

L’accesso alla casa in Italia è particolarmente complicato per chi, come ad esempio i giovani, parte da condizioni economiche e sociali ancora da costruire. Questa difficoltà aumenta quando i giovani sono anche dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale presenti da poco nel nostro Paese. Il sistema di offerta abitativa italiano è caratterizzato da un alto tasso di abitazioni di proprietà, questo elemento tende a parcellizzare e a individualizzare il mercato abitativo trasformandolo, di fatto, in una questione prettamente finanziaria. Lo scenario peggiora se iniziamo a considerare anche l’offerta abitativa nel mercato delle locazioni: qui si registrano, ormai da diversi anni, scarsi investimenti in edilizia pubblica e delle pressoché assenti politiche abitative finalizzate alla protezione sociale di alcune categorie nel mercato dell’affitto. Tutti gli elementi appena descritti rappresentano un fattore di esclusione per chi non ha una famiglia da cui ereditare l’accesso alla casa o non possiede un reddito sufficiente ad accedere al mercato immobiliare (mutuo o affitto). Nella sostanza l’esclusione riguarda tutti quei settori della società caratterizzati da precarietà lavorativa e assenza di legami familiari. Ne emerge un contesto di emergenza abitativa dove il disagio cresce al crescere del prezzo degli affitti trasformando la casa in un bene essenziale sostanzialmente inaccessibile a chi appartiene alle categorie precedentemente delineate. Abitare Società Cooperativa e Fondazione Abitiamo ritengono improrogabile la necessità di sviluppare politiche abitative pubbliche e strutturali di accoglienza e inclusione all’interno del mercato abitativo, allo stesso tempo, vista la natura emergenziale del problema, non hanno rinunciato allo sviluppo di prassi sperimentali locali e a progetti mirati realizzati grazie ad una solida rete di collaborazioni con l’amministrazione locale e con soggetti del Terzo Settore. Tutte le iniziative avviate nascono dalla convinzione che il diritto all’abitare viene a consolidarsi non solo attraverso la garanzia di un tetto sopra la testa. Si tratta piuttosto di creare luoghi dove ci si possa sentire in sicurezza e dove sia possibile sviluppare un senso di appartenenza. Un luogo capace di contribuire alla costruzione di un’identità personale e collettiva all’interno di relazioni di quartiere e di comunità. La casa concepita come un’infrastruttura sociale capace di offrire accoglienza e servizi, l’abitare interpretato come segno concreto di un’appartenenza sociale ad una comunità e ad un quartiere. Seguendo questa visione, Cooperativa e Fondazione, hanno messo in campo progettualità rivolte a fragilità diverse: dalle famiglie con redditi medio – bassi ai giovani, dai migranti ai richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. Nel tempo si sono quindi sviluppate progettualità con la diretta partecipazione dei diversi attori sociali impegnati sul territorio e capaci di rafforzare una cultura dell’accoglienza. In questa direzione Abitare Società Cooperativa da alcuni anni ha destinato 4 unità abitative, sui quartieri di Niguarda ed Affori, a due realtà del terzo settore (Consorzio Farsi Prossimo e Cooperativa Diapason) con l’obiettivo di sviluppare accoglienza per migranti richiedenti asilo politico o provenienti da territori in conflitto. Con la volontà di moltiplicare gli sforzi sull’abitare come elemento essenziale a favorire processi di integrazione e accoglienza, è stato esteso l’impegno sull’emergenza in corso a pochi chilometri di distanza dai nostri confini. Ormai giunti all’ottavo mese di conflitto sul territorio Ucraino con tutte le conseguenze umanitarie ed economico-sociali che un evento come una guerra può causare, abbiamo scelto di agire mettendo a disposizione strutture fisiche e umane con la volontà di offrire un supporto concreto in uno scenario umanitario sempre più di sofferenza e angoscia. Un contesto che ci chiama direttamente in causa come esseri umani, cittadini, cooperatori e soci. Con questo spirito sono stati messi a disposizione dell’emergenza umanitaria quattro appartamenti a Niguarda per l’accoglienza di studentesse e docenti provenienti dalla sede dell’Università Unimed (Umanitas) di Kìev. L’iniziativa nasce da una collaborazione con la Cooperativa Sociale Equa e con la stessa Università Unimed dotata di poli ospedalieri e di ricerca diffusi in tutto il mondo. La Cooperativa Equa supporterà le ospiti offrendo attività di tutoraggio e mediazione culturale utili a garantire un riparo sicuro e sereno a chi si è dovuto allontanare dai propri affetti e dalla propria casa. Nei quattro appartamenti verranno coinvolte esclusivamente ragazze in età universitaria e docenti poiché, ai ragazzi e agli uomini, è attualmente impedita l’uscita dal Paese a causa della coscrizione obbligatoria. I costi del progetto, comprensivi dei costi abitativi e di accompagnamento sociale, sono interamente sostenuti da un bando pubblico nazionale a cui si è deciso di rispondere per rendere possibile l’avvio e l’attuazione del progetto in un quadro di totale sostenibilità economica. Con questa ulteriore progettualità vogliamo mettere a disposizione di chi sta attraversando un periodo di grande fragilità, l’esperienza dell’abitare cooperativo moltiplicando i nostri sforzi di accoglienza e integrazione. Sarà l’occasione per riscoprire forme concrete di solidarietà e mutualismo cooperativo andando ben oltre i più tradizionali confini cittadini. Questo breve articolo non vuole essere soltanto uno strumento informativo. Vogliamo piuttosto utilizzare questo spazio per coinvolgere e sensibilizzare tutti voi su un’esperienza di accoglienza rivolta a giovani provenienti da uno stato in guerra offrendo la dovuta umanità fatta di solidarietà concreta e di più semplice, quanto essenziale, calore umano. Per questo motivo ci fa davvero piacere invitarvi a partecipare ad una serata di presentazione e confronto sul progetto e più in generale su un abitare cooperativo interpretato come azione concreta di inclusione. L’appuntamento, che sarà anche uno spazio di approfondimento sulla situazione in Ucraina attraverso la testimonianza di importanti ospiti, si svolgerà il 30 novembre alle ore 18.30 presso il Teatro della Cooperativa.

Di seguito il programma della serata:

GUERRA IN EUROPA – Analisi e riflessioni, accoglienza e prospettive di Pace Quando l’abitare diventa azione di accoglienza e inclusione Silvio Ostoni – Presidente Abitare Società Cooperativa, Franco Mirabelli componente del Comitato Etico della Fondazione Abitiamo, Anita Pirovano – Presidente Municipio 9, Renato Sarti – Direttore del Teatro della Cooperativa, Sara Mariazzi – Presidente della Cooperativa Sociale Equa, Laura Berti – Presidente Fondazione Abitiamo Presentazione del progetto di via Cicerone Davide Ostoni – Componente CdA Fondazione Abitiamo, Sara Maddè – Cooperativa sociale Equa Tavola rotonda: Analisi e riflessioni sulla guerra in Ucraina Mauro Montalbetti – Presidente ONG IPSIA ACLI, Nello Scavo – giornalista Avvenire, Alfredo Luis Somoza – Presidente ICEI, collaboratore delle redazioni esteri di Radio Popolare e Huffington Post Coordina i lavori Gianluca Alfano – Consigliere di Abitare Società Cooperativa.

Siete tutti invitati il 30 Novembre per vivere insieme uno spazio di conoscenza e approfondimento. Per informazioni: segreteria@fondazioneabitiamo.it