Aspettando il Natale… Antonietta il personaggio del mese

Cari lettrici e cari lettori di zona Franca, con dicembre arriva il Natale e sappiate vivere con i bambini momenti di gioia perché è un giorno speciale” i bambini sognano” e un Natale anche se povero non si dimentica. Nel cuore abbiamo due finestre, nella prima c’è chi vive per se stesso ed ignora tutto ciò che lo circonda, la tiene sempre chiusa. Nella seconda si vive il dolore della guerra, della pandemia, delle famiglie che fanno fatica, una finestra che il cuore tiene sempre aperta, perché vuol dire amore, solidarietà, perdono. Perché il Santo Natale è “condivisione”. Il personaggio di questo mese è Antonietta Maria Carrara, 86 anni, volontaria samaritana che solo da giugno si è ritirata dal servizio. Tante volte vi ho parlato di volontariato in particolare dell’”Unione Samaritana” che dal lontano1947 con i suoi volontari fa servizio all’Ospedale di Niguarda. Quante volte vi ho parlato del reparto di psichiatria Origgi dove dal 1985 ho prestato volontariato. Poi la pandemia ha cambiato tutto. Tanti reparti sono chiusi al servizio di volontariato; non mi soffermo su questo avrò modo più avanti di scrivere. Vorrei parlare di Antonietta, per tutti noi volontari samaritani è la volontaria che da 25 anni si occupa di guardaroba e lavanderia, piccola di statura ma con l’agilità di una gazzella. Le sue giornate hanno un programma, tutte le mattine fa una breve corsa nel parco, poi con la bicicletta alle 9 arriva in associazione, verso le 13.00 una pausa per il pranzo poi riprende il suo operato fino alle 17.00. Venticinque anni dedicati al volontariato cari lettori. Sapete cosa vuol dire essere volontari della lavanderia? Io la vedo tutti i giorni a piedi con il carrello a ritirare i sacchetti della biancheria sporca dei pazienti che non hanno famiglia o parenti lontani, dei migranti che quando arrivano non hanno un cambio e lei con abnegazione, amore e devozione non si è mai fermata. Nel reparto dove sono volontaria, la psichiatria, nei sacchetti non si trovano solo pigiama e asciugamano ma trovi tutto e di più e lei ogni volta prende il sacchetto e lo riporta dopo due giorni profumato di pulito. Tutto questo con la pioggia, il vento, la neve e il caldo torrido. Grazie Antonietta per tutte le volte che gli infermieri ti hanno chiamato per chiederti un paio di ciabatte, della biancheria intima, un maglione e tu sceglievi con cura e portavi il meglio in reparto. Grazie Antonietta di quando venivo a trovarti per scambiare due parole; possa tu riposarti con l’affetto dei tuoi cari, tu cara amica insostituibile “Antonietta, volontaria samaritana del guardaroba e lavanderia”.