Progetto Scarioni: la parola al Presidente del Municipio 9 Anita Pirovano

Presidente Anita Pirovano l’iter del “progetto Scarioni” sta andando avanti. Facciamo il punto della situazione?

Oggi la situazione è questa: abbiamo fatto a luglio, proprio alla Scarioni, un’assemblea pubblica molto partecipata e raccolto le istanze dei cittadini. Poi come Municipio 9 abbiamo fatto una delibera con delle linee di indirizzo per garantire la sostenibilità sociale ed ambientale del progetto. Il Comune ha proceduto con una delibera di Giunta, che accorda l’interesse pubblico al progetto pervenuto dalla Società spagnola Ingesport ed assume gli indirizzi che come Municipio abbiamo dato e che quindi andranno salvaguardati nei prossimi passaggi. Dalle informazioni che ho dall’Assessora Martina Riva in queste settimane gli uffici sono al lavoro per redigere il bando che dovrebbe essere pubblicato all’inizio del 2023.

Nei mesi scorsi sul nostro giornale abbiamo ospitato la voce del Municipio 9, del Comune di Milano e delle realtà presenti nel quartiere. Sono emerse visioni ed esigenze differenti. È evidente che ci sia bisogno di fare sintesi: cosa ne pensa lei di quanto finora elaborato?

È evidente che ci sono sensibilità diverse ma tutte rivolte ad un obiettivo comune: restituire la struttura ai cittadini perché è un bene di tutti e di ciascuno. Abbiamo davanti un passaggio stretto che deve tenere conto delle esigenze dei fruitori della struttura e quindi degli interessi del pubblico senza dimenticarsi della tenuta economica di chi sta attivando un investimento importante. Siamo convinti che, mantenendo un equilibrio sui temi dei costi delle piscine scoperte, della condivisione del parcheggio con altre strutture, (penso alla nascente Casa di Comunità che sorgerà nell’ex mercato comunale coperto) e della sostenibilità ambientale complessiva dell’intervento, potremo vedere una riqualificazione che alle condizioni date sarà un bene per Pratocentenaro, Niguarda e per tutto il Municipio.

Cosa ha suggerito il Municipio 9 al Comune e cosa è stato accolto?

Già anticipavo che come Municipio 9 abbiamo chiesto in particolare grande attenzione sulle tariffe, chiedendo che siano accessibili e che si lavori soprattutto per rimodulare di molto, rispetto a quanto prospettato, il biglietto singolo di ingresso alle vasche scoperte. Al netto degli abbonamenti e delle altre politiche tariffarie che l’operatore adotterà per la parte fitness dell’impianto, bisognerà salvaguardare la possibilità di tutti di fruire la piscina. In particolare di chi passa l’estate a Milano. Voglio a questo proposito citare un film di Monicelli, “Renzo e Luciana”, girato proprio alla Scarioni e in cui due operai si incontravano ed innamoravano a bordo vasca. Era il 1962, ma sessanta anni dopo dobbiamo ricordarci che esiste un “diritto alla piscina”, inteso come la possibilità di beneficiare di opportunità di benessere e svago accessibili e popolari. E poi, siccome in piscina non è necessario andarci in automobile, pensiamo a una condivisione delle aree del parcheggio, che per noi rappresenta una esternalità negativa ma che la società ritiene fondamentale, legandole agli altri servizi pubblici come appunto la Casa di Comunità in costruzione. L’Amministrazione Comunale ha raccolto la nostra delibera favorevolmente e la fase in cui si potranno affrontare tutte queste questioni, che per noi sono dirimenti rispetto alla bontà dell’intervento, sarà soprattutto la fase di convenzionamento successiva all’assegnazione della struttura alla chiusura del bando.

Cosa chiedete di modificare ulteriormente per migliorare questa importante riqualificazione?

Le critiche ed i malumori arrivano soprattutto per quanto riguarda i costi di accesso alla struttura. Già si parla di centro sportivo per i benestanti. Il tema dei costi, l’ho detto e mi fa piacere ripeterlo di nuovo, è quello per noi centrale e prioritario. Ben venga l’investimento di un privato, ben venga una riqualificazione, ma se c’è un interesse pubblico allora bisogna garantire che i prezzi, almeno per il centro balneare, quindi le piscine scoperte, che non rappresentano peraltro il core business della società che ha presentato il progetto, restino popolari. Sarebbe un controsenso ed un autogol addirittura commerciale aprire una struttura del genere che non si rivolge innanzitutto alle persone che abitano i quartieri limitrofi. Noi stiamo lavorando perché prevalga il buonsenso.

Tempi italici permettendo, aggiorniamo il cronoprogramma: bando, aggiudicazione, ristrutturazione ed apertura dell’impianto. A quando il primo tuffo?

Sui tempi dei cantieri è sempre difficile fare previsioni. L’obiettivo è certamente quello che entro la fine del mandato la Scarioni possa riaprire, finalmente, le porte. Anzi forse meglio dire riempire le vasche.