Dopo due volumi dedicati al Milan, Milanisti per sempre (2020) e Fantasia milanista. Eroi, leggende e numeri 10 rossoneri (2022), i tipi delle Edizioni della Sera! passano dall’altra parte di quel poco che è rimasto del nostro amato Naviglio per occuparsi dell’Inter con Tifosi Interisti per sempre. Il grande racconto della passione nerazzurra (pag. 156, euro 14). Il testo, uscito da pochi giorni, è curato da Alberto Figliolia, già collaboratore di testate nazionali nonché autore di numerosi libri che spaziano dalla poesia alla letteratura sportiva. Composto da ventidue racconti, Tifosi Interisti per sempre si propone – volutamente – come una storia “minore” dell’Inter perché le partite raccontate non sono (quasi tutte) tra quelle più famose ma narrano gare secondarie che seguono ricordi, giocatori o situazioni particolarmente care ai singoli autori. La sfida tra l’Ambrosiana e il Genova 1893 del giugno 1930 (finita 3-3), decisiva per lo Scudetto e giocata dopo che venne sfiorata una tragedia (alcune persone erano cadute nel vuoto per il cedimento di una parte delle tribune del campo di via Goldoni e ci furono 130 feriti), apre l’arco temporale del volume che si chiude nel 2017 con un’Inter-Atalanta 7-1 (Mai stato superstizioso di Claudio Agostoni, nota voce di Radio Popolare). Tra questi due estremi, tutti i decenni sono rappresentati da uno o più incontri, anche se la parte del leone se la ritagliano gli anni ‘90, con ben cinque partite (per la curiosità dei lettori di fede nerazzurra: Salisburgo-Inter 0- 1 e Milan-Inter 1-2 del ‘94, Inter-Brescia 2-1 e Inter-Parma 1- 0 del ‘97, la finale di Coppa Uefa vinta per 3-0 contro la Lazio nel ‘98 e rievocata da Marco Antonio Susano Villagomez). Grazie al prezioso lavoro del curatore, tre pezzi sono firmati da nipoti di giocatori interisti: il citato 3- 3 tra Ambrosiana e Genova (il fascismo aveva imposto l’italianizzazione del nome delle squadre) è di Federico Jaselli Meazza; il pittore Giovanni Cerri, nipote del portiere dell’Inter Bonifacio Smerzy, ha narrato – in prima persona, come se fosse suo nonno – un Milan-Ambrosiana 2-3 del 1931, mentre un Bologna-Ambrosiana 0-1 del 1941 (La partita che ti cambia la vita) è opera di Elisa Giovanelli, nipote di Gatto nero o Camomilla Angelo Franzosi, tra i più importanti “numeri uno” della storia nerazzurra. Nel testo, piacevole e scorrevole, le rivali di sempre sono presenti in tre racconti a testa. La Juventus appare per la prima volta in una sfida del 1984 terminata con un rotondo 4-0 per l’Inter (A volte ritornano! di Maurizio De Cicco). Quindi, ritorna in un 2-2 del dicembre 2000 (Epifania di Michele Polo) e in Il riscatto degli antieroi: lo Stadium violato di Mattia Guastafierro, incentrato su un Juventus-Inter 1-3 del 2012. Oltre ai due derby già nominati, il Milan è anche oggetto del racconto del curatore stesso, un 4-0 nerazzurro dell’aprile 1967. Il titolo, La mossettina di Luisito e l’uomo di Soncino, richiama Suarez e Renato Cappellini, ala destra della “Grande Inter” (al tramonto) e autore della prefazione, in cui confronta il “suo” calcio con quello attuale: “Quello di oggi purtroppo ha perso tutta la genuinità di un tempo ed è veramente difficile accettare che, ai livelli più alti, il mero business abbia sostituito completamente quei valori che invece tanti anni fa erano la base della crescita sportiva, soprattutto dei settori giovanili. Gli effetti del mondo globalizzato si sono fatti sentire anche nel calcio, sostituendo l’attaccamento all’identità di una squadra, a un territorio, al senso di comunità più autentico, con le dinamiche dei procuratori, delle quotazioni in Borsa e degli sponsor”. Insieme a Cappellini, ai già citati Meazza, Smerzy a Franzosi, anche Zenga, Recoba, Ronaldo e Boninsegna appaiono come protagonisti di un racconto. Ma molti altri sono i giocatori e gli allenatori che ritornano nel volume per il piacere degli appassionati, che potranno divertirsi a riportarli alla memoria, condividendo le emozioni dei ventidue autori. Tra i quali troviamo anche il “nostro” Lorenzo Meyer con L’Inter del Sergente di Ferro e Pablito, che narra di una vittoria (per 3-2) sul Perugia nel dicembre 1979, viatico allo Scudetto conquistato a fine stagione con Eugenio Bersellini in panchina