Università Bicocca: a breve un campus a zero emissioni
L’inaugurazione dell’anno accademico 2022-2023 dello scorso 22 novembre è stata l’occasione per l’Università Milano Bicocca di dare il via ufficiale al 25esimo anno accademico dell’ateneo, una ricorrenza che sarà festeggiata con un ricco calendario di iniziative culturali previste per il 2023. “Sono stati anni di grande crescita”, afferma la rettrice Giovanna Iannantuoni. E a confermarlo sono le cifre: gli studenti, aumentati dal 2019 del 19%, raggiungono oggi quota 37mila, i docenti sono 1180, il 22% in più rispetto al 2019, 268 i giovani ricercatori. Grande attenzione l’Ateneo riserva a laboratori e infrastrutture di ricerca: 303 sono i progetti di ricerca attivi, 14 quelli avviati nell’ambito del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), “Questa università – spiega ancora la rettrice – è da sempre fucina di idee e innovazione. Ora ci aspetta una grande sfida, resa ancora più urgente dalla crisi energetica mondiale: completare entro tre anni la realizzazione del nostro campus che dovrà essere un modello innovativo perché a emissioni zero. Stiamo infatti progettando il passaggio interamente all’uso dell’energia rinnovabile geotermica e solare, questo grazie alla possibilità di sfruttare l’energia geotermica del sottosuolo in combinazione con l’energia fotovoltaica dei pannelli posti a copertura degli edifici. A completare la riqualificazione sostenibile saranno le pareti verdi ricoperte di vegetazione che contribuiranno in modo significativo all’isolamento termico degli edifici. Per l’irrigazione delle pareti verdi si potrà utilizzare la stessa acqua di falda, dalla temperatura costante di circa 15 gradi, estratta per l’uso geotermico”. Il piano di rigenerazione blue e green inizierà dall’U19, l’Edificio in via Boschi di Stefano sede delle attività di ricerca e monitoraggio geologico ambientale, per essere successivamente riproposto nei 4 edifici che circondano Piazza della Scienza. Le stesse soluzioni per la produzione di energia pulita potranno essere quindi replicate nel quartiere Bicocca e su scala metropolitana milanese perché lo sviluppo sostenibile della città è il primo passo per una società più inclusiva. “Un progetto votato al progresso. Come ha pure sottolineato nella sua Lectio magistralis Carlo Ratti, architetto e urbanista, direttore del Senseable City Lab del Massachusetts Institute of Tecnology di Boston, presente alla cerimonia di inaugurazione il quale si è detto convinto che per affrontare in modo rapido e adeguato le sfide del futuro, su tutte il cambiamento climatico, oggi si deve pensare a ‘Senseable Cities’, ovvero a città come laboratori a cielo aperto nei quali testare idee sperimentali con un approccio collaborativo.”
