Lombardia 2023: intervista esclusiva a Pierfrancesco Majorino

Pierfrancesco Majorino; così come per le politiche di settembre, anche per le regionali la campagna elettorale sarà breve ed intensa. La coalizione politica che sostiene la sua candidatura è fatta. Soddisfatto del risultato raggiunto? Ci sarà anche una sua lista con candidati di sua fiducia?

Si sono molto soddisfatto. L’interlocuzione con tutte le forze che mi sostengono è stata sui programmi. L’intesa è sugli obiettivi che ci siamo dati per cambiare Regione Lombardia dopo 28 anni di governo di centrodestra. Nella lista civica che mi sostiene ho chiesto a diverse figure che stimo e apprezzo di farne parte. Amministratori locali, professionisti e tanti altri. L’unica fiducia che chiedo a tutte e tutti è quella di essere impegnati al massimo per il raggiungimento del risultato finale ossia la vittoria.

Parliamo di programma elettorale. State lavorando per costruire una vera proposta alternativa a quella delle Giunte di centrodestra che hanno governato negli ultimi decenni. Ci può accennare qualche punto cardine?

Sanità, trasporti locali e politiche del lavoro. Sulla sanità è davanti agli occhi di tutti lo sfacelo della gestione Fontana- Moratti. Una riforma targata con i loro cognomi che fa acqua, una crisi delle liste d’attesa, una sanità territoriale da ricostruire in accordo e con i medici e gli infermieri. Abbiamo tempi di percorrenza tra Milano e alcune delle città lombarde pari a quelli di cinquant’anni fa. Via ferro. Abbiamo aree interne mal collegate e un servizio offerto da Trenord per nulla all’altezza con disagi enormi per pendolari, anziani che si muovono per le visite mediche e studenti. Una situazione inaccettabile per quella che è la prima regione italiana in termini di produzione di PIL. E, in ultimo, riguardo le politiche del lavoro, occorre rilanciare e potenziare la formazione professionale. È fondamentale per i giovani ma anche per le imprese di ogni livello che hanno sempre più bisogno di manodopera qualificata.

Abbiamo letto ed udito spesso nei suoi interventi tre parole veramente importanti: ambiente, diritti e salute. Ci faccia capire perché sono così fondamentali.

Sono le 3 parole fondamentali per un cambiamento giusto e equo del nostro pianeta. Sono le chiavi per cambiare un mondo che vede sempre aprirsi le diseguaglianze. Sono tre ambiti uno legato all’altro. L’ambiente non è solo difesa ma anche promozione del futuro. Quante opportunità in termini economici e industriali si aprono con la riconversione. Non è un costo. È un investimento per la crescita.

Non meno significative le questioni relative alle infrastrutture, al sostegno alle imprese, alla sicurezza sul lavoro, all’edilizia residenziale pubblica ed alla mobilità. Tanta carne al fuoco e tante cose da cambiare. Ci dia qualche anticipazione di cosa vuole proporre ai lombardi.

Voglio proporre un discorso di chiarezza. Nessuno ha la bacchetta magica e l’azione di ventotto anni non si cambia in un mese. Occorre serietà. Ma l’impostazione sarà una sola. Una profonda guida pubblica capace di orientare le scelte per investimenti e sviluppo. Una regione quindi capace di decidere e di attuare e non subire. Lo dico subito: non è questione di “regione imprenditore” ma di amministrazione regionale capace di avere una visione. Capace di fare scelte orientate all’autentico bene pubblico. Sarà necessario per questo un ripensamento e una ricalibratura delle fonti di spesa. Il cambiamento sarà progressivo ed evidente. Per i lombardi. Un cambiamento basato sulla serietà e su zero parole a vuoto.