Questa volta l’intervista a Flavio Maestrini in occasione dell’uscita del nuovo libro (n.8) “El Dondina e il mistero del delitto perfetto” prende subito una piega particolare e, oserei dire, molto divertente. Anziché cercare di dare degli elementi di conoscenza relativi al nuovo libro, Flavio propone il racconto di episodi venuti alla luce durante le sue ricerche. Sono episodi dell’Ottocento che non sono legati al contenuto del libro, ma sono così interessanti che vale la pena di raccontarne almeno uno. Spesso le nobildonne milanesi aprivano il loro salotto a nobili, benestanti ed esponenti della cultura. Il Manzoni non era certamente tra i frequentatori più assidui, però qualche volta partecipava. Durante questi incontri, spesso veniva proposto il gioco degli indovinelli di solito condotto dalla padrona di casa. “Cos’è quella cosa tonda circondata di peli?” (l’occhio ovviamente). Il Manzoni che, come molti degli invitati, amava esprimersi in milanese, senza pensarci troppo: “Facil, l’è el bus…! Al che la padrona di casa “Battista cappèl e baston a don Lisander ch’el va via!”. Ma gli altri ospiti non volevano e venne richiamato. “Su da bravo vuole dirmi cos’è quella cosa tonda circondata…”. Il Manzoni taglia corto: “Battista, cappèl e baston chè vo via!”, Lo scrittore non è certo che questo episodio sia reale o inventato come anche per gli altri ma, sicuramente, Alessandro Manzoni, don Lisander perché nobile era un po’ burlone…! Aveva pensato a ben altro! In fondo al libro, come per gli altri, vi è un glossario per chi non è milanese, una spiegazione di alcuni termini particolari dell’epoca! Noi di Zona Nove siamo sempre ben felici di ospitare questo scrittore che non stanca mai di stupirci e, quindi, di essere letto!!! Grazie a Flavio, alla prossima!