Riconoscimento letterario a Umberto Di Donato

Il giorno 15 giugno scorso, Umberto Di Donato, presidente e fondatore del Museo della Macchina da Scrivere di Milano, via Menabrea 10, zona 9, si è recato a Carinola (CE) suo paese nativo, per ritirare una “targa” come riconoscimento pubblico per i suoi successi letterari.

Nato a Carinola, a tre anni si trasferisce a Caserta da dove, compiuto gli studi, a diciannove anni, si sposta per lavoro a Novara, e nel 1958 approda a Milano, assunto come impiegato di Primo Livello, dalla importante Banca Comit, in Piazza della Scala. Dopo una brillante carriera e il pensionamento non si ferma, anzi accentua il suo impegno in vari campi, dedicandosi alla scrittura, alla pittura e al collezionismo di macchine da scrivere e da calcolo.  Siamo agli anni novanta del secolo scorso, quando la diffusione dei computer sostituisce la pesante scrittura e il calcolo meccanico, favorendo la nascita del Museo dedicato a questi strumenti, che hanno fatto la storia e la cultura del ‘900. Collateralmente Umberto scopre la voglia, la capacità e il piacere di scrivere, per ripercorrere i momenti più interessanti della sua fanciullezza, a partire dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, vissuta alla tenera età di otto anni. Sino ad oggi ha scritto ben dodici libri che ricordano tra l’altro la sua infanzia al paese natio, che fu anche la residenza (dal 1860 al 1882) della ben nota scrittrice e giornalista Matilde Serao, fondatrice del Mattino di Napoli.

È stato proprio il comune di Carinola a dedicargli una targa di riconoscimento  consegnatagli nell’accogliente cornice del prestigioso Convento di San Francesco, risalente al XIII secolo e situato nella frazione di Casanova, distante circa duecento metri dal borgo dei Carani, dove venne alla luce nel 1935 il nostro personaggio.

“Un uomo che ha saputo cogliere l’essenza della vita nella semplicità delle piccole cose, facendole diventare grandi. Ha descritto con amore e con una prosa fluida ed immediata, luoghi, persone, fatti ameni ed episodi tragici della sua terra natia, e più precisamente la frazione di Casanova a cui, nonostante il trascorrere del tempo e la lontananza, è rimasto legato intimamente.  Con viva intelligenza ed accorata passione, grazie ad una narrazione elegante, lucida, commossa ci ha tramandato ricordi indelebili di tragedie ma anche di gioie, di tradizioni, di leggende, ma soprattutto di persone a lui care, di una Casanova che non c’è più, di cui egli è stato però fedele, lucido e attento testimone.” Così recitano i commenti della Pro Loco e dell’Associazione Matilde Serao.

La serata si è conclusa nel prestigioso refettorio dei frati, con una gustosa cenetta offerta ai parenti e agli amici. Grazie a Umberto che conosce anche il nostro Luigi Allori e complimenti per i suoi tanti libri e il museo veramente unico ed interessante!!!